CULTURA

Tradizioni

Sant'Antoni de su fogu, tante iniziative fra Guilcier e Barigadu

Si rinnova l'antico rito dei falò accesi
(foto orbana)
(Foto Orbana)

Si rinnova domani, anche tra Guilcier e Barigadu, l'antico rito dei falò accesi per Sant'Antoni de su fogu. Un momento che segna l'avvio del carnevale nell'Isola, tanto è vero che in alcuni centri le antiche maschere fanno la loro prima uscita danzando attorno al fuoco.

Succede a Neoneli dove Sos Corriolos, al calar della sera, danzeranno attorno al fuoco acceso nel pomeriggio, in piazza Barigadu, dal comitato di Sant'Antonio. Stessa cosa accadrà a Samugheo con l'affascinante danza de Sos Mamutzones a tarda sera, dopo le funzioni religiose, intorno al grande falò in piazza Repubblica. E poi festa per tutta la notte con il veglione organizzato dal comitato degli Antonio. Il rito si rinnoverà poi per San Sebastiano, il 19 gennaio, quando però a danzare attorno al falò organizzato dalla leva del 1985 saranno sos Mamutzones Antigos.

Sacro e profano si fondono in una tradizione che si perde nella notte dei tempi in tutto l'Alto oristanese. Ogni centro ha le sue usanze, ma lo spirito è lo stesso: si festeggia sino all'alba tra musica, vino e dolci. A Paulilatino la prima uscita delle maschere antiche, Sos Corrajos, coincide con i falò accesi il 19, vigilia di San Sebastiano. Domani vari gruppi, in corteo dall'ingresso del paese, porteranno invece le tuve nella piazza della chiesa San Teodoro. Ad Abbasanta si portano tre tuve che vengono accese nella piazza antistante la chiesetta intitolata al Santo. Sono quelle degli Antonio, dei ferrovieri e dei giovani di leva. Dopo la celebrazione dei vespri viene proposta sa ditta, l'asta dei doni offerti al Santo.

A Nughedu Santa Vittoria l'asta dei doni al Santo viene proposta il 17 mattina a conclusione della messa. Compito affidato a su bandidore. Si offrono dolci, soprattutto panadas e panitzeddos. La sera prima la festa è curata da s'oberaria, presieduta da s'oberaiu mazzore.

A Sedilo stessa cosa con sos prozzettos, rigorosamente in sardo. Impegnati nel portare le tuve diversi gruppi.

Accade lo stesso a Busachi dove sono una decina i sotzios che porteranno le tuve in piazza Italia.

A Ghilarza e a Norbello spetta ai giovani della leva, rispettivamente in piazza San Palmerio e in piazza San Giovanni, occuparsi del falò. Festa sino a notte e nella cittadina del Guilcier, come sempre, saranno proposti dei piccoli falò anche in altre zone dell'abitato.

Due le tuve che porteranno le confraternite ad Aidomaggiore vicino alla chiesa di San Gavino. Ad Ardauli la festa è proposta vicino alla chiesetta di Sant'Antonio. Si degusteranno vino e panizzeddos.

A Fordongianus in scena diversi gruppi. Corteo lungo il paese, accensione dei falò in via Giovanni Fadda e festa sino a notte.

Ad Allai si organizzano grandi cataste di legna: vengono accese per Sant'Antonio e per San Sebastiano. Per Sant'Antonio, per promessa fatta, da generazioni dell'organizzazione si occupa una famiglia, mentre ai giovani il compito di occuparsi dei falò per San Sebastiano.

Anche a Sorradile doppi falò: per Sant'Antonio e per San Sebastiano.

A Boroneddu la festa si tiene in un terreno parrocchiale con l'accensione del falò e gli inviti.

A Tadasuni ad occuparsi dell'organizzazione in piazza Santa Croce è l'obriere. Falò in piazza anche a Bidonì. Festa anche ad Ula Tirso.

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