CULTURA

La Fieg

Pirateria, 800mila lettori persi in un anno. La presa di posizione degli editori

Prosegue la lotta alla diffusione illecita di contenuti editoriali
immagine simbolo (archivio l unione sarda)
Immagine simbolo (archivio L'Unione Sarda)

Secondo una recente ricerca Audipress, società che raccoglie e certifica i dati di diffusione delle principali testate editoriali in Italia, nel nostro Paese in soli dodici mesi, fra il 2018 e il 2019, circa 800mila lettori sono andati persi. O, si potrebbe anche dire, sono stati letteralmente rubati: perché alla base di tutto ci sarebbe la pirateria, e cioè l'illecita diffusione di contenuti editoriali attraverso piattaforme social, oltre alla diffusione di rassegne realizzate e diffuse senza l'autorizzazione dei titolari dei diritti.

A sottolineare il fenomeno, che in Sardegna anche su impulso de L'Unione Sarda ha portato all'avvio di un'indagine, è oggi la Fieg, che in una nota ha sottolineato come da tempo, tra le priorità, ci sia la "tutela e la valorizzazione del prodotto editoriale per contrastare i sempre più pervasivi fenomeni di pirateria digitale".

"Le nuove opportunità e modalità di diffusione e fruizione dei contenuti editoriali in rete - ricorda la Fieg - hanno, infatti, creato un terreno particolarmente propizio ad abusi od usi non autorizzati dei prodotti dell'editoria". Un trend definito "crescente" negli ultimi anni.

Gli editori italiani confidano, dunque, in un "deciso intervento delle autorità amministrative e giudiziarie preposte alla tutela del prodotto editoriale e dell'industria dell'informazione, per garantire libertà di stampa e pluralismo informativo, pilastri fondamentali della democrazia".

"È necessario, poi - ricorda ancora la Federazione - attraverso l'impegno di tutti, far comprendere che i contenuti di qualità prodotti grazie all'investimento di ingenti risorse, economiche e professionali da parte delle imprese editoriali non possono essere sfruttati liberamente né fruiti al di fuori di ogni contesto di legalità se non a rischio di possibili sanzioni".

(Unioneonline/v.l.)

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