CULTURA

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Violenza di genere, due giorni di studio a Milano

L'iniziativa organizzata dalla Federiciana Università Popolare
i relatori (foto federiciana)
I relatori (foto Federiciana)

"Riconoscere ed affrontare la violenza" è il nome del Corso di formazione, organizzato dalla Federiciana Università Popolare, a Milano, ieri e sabato. Un’iniziativa di aggiornamento sulla violenza di genere. Gli esperti che sono intervenuti in questi due giorni, hanno fatto un vero e proprio excursus in merito al problema della violenza di genere, parlando della tutela penale e l’assistenza processuale nei riguardi della persona offesa, i diritti nella fase delle indagini preliminari e nei riti abbreviati.

Hanno precisato inoltre che è diritto della persona offesa, dopo l’esercizio dell’azione penale, costituirsi parte civile nel processo penale.

Sempre in ambito penale, sono stati affrontati temi come la violenza domestica, il cyber bullismo, lo stalking.

La Lectio Magistralis di Fabio Roia, presidente di Sezione al Tribunale di Milano ed ex componente del CSM, ha sottolineato che cinque anni dopo la ratifica della convenzione di Istanbul il CSM, già nel 2018, si è sentito obbligato a fare un regolamento attraverso il quale i magistrati venivano edotti sulle normative anche internazionali. Roia ha precisato che il problema è di cognizione della norma, non solo di evoluzione della giurisprudenza. Proprio in merito a questo ultimo punto, l’avvocato Massimo Rossi ha ricordato che "a livello di giurisprudenza la Cassazione è estremamente avanti rispetto a quella dei giudici di merito. È un paradosso ma è così. Evidentemente i giudici di Cassazione adesso sono molto più illuminati rispetto ai giudici di merito che sono dei buoni tecnici ma dei cattivi psicologi, comunque sia fare il magistrato, inquirente o giudicante, per questi temi coinvolge questo tipo di sfera".

È intervenuto inoltre l'avvocato Francesco Mazza, che ha fatto un’analisi delle norme attuali e anche in maniera critica di quanto, con l’ultima legislatura, si è introdotto attraverso il cosiddetto codice rosso. Massimo Rossi, legale, ha messo l’accento sulla regola di formazione della prova orale in queste situazioni, in un punto di vista pratico, portando casi concreti: "Un argomento nuovo, che non avevamo mai trattato, ma che è essenziale perché purtroppo la sinergia tra persona offesa, difensore della persona offesa e Pubblico Ministero talvolta diventa un problema anziché un elemento di aggiunta in positivo. Quindi il mio tema, il mio secondo tema, era 'criticità dei rapporti tra persona offesa, difensore della persona offesa e Pubblico Ministero'", ha sottolineato.

L’avvocato Gianluca Fontana del foro di Busto Arsizio, il principale fautore di questa iniziativa in sede milanese, nel corso del suo intervento ha portato video accurati di come l’approccio in termini di denuncia e in termini di iniziativa da parte della persona offesa sia complesso, articolato e certe volte profondamente disturbato dai rapporti tra pubblici ufficiali, in particolare poliziotti, carabinieri, medici, infermieri, che vengono a contatto con la donna violata e che non hanno quella preparazione culturale, psicologica, empatica per gestire il caso. "Tutto questo, purtroppo, come al solito, non è previsto nelle norme ma è patrimonio culturale, personale dell’individuo e quindi occorrerà un lungo lasso di tempo per formare magistrati, pubblici ministeri, avvocati, poliziotti, carabinieri, medici, infermieri, assistenti sociali, che ovviamente, piano piano, riusciranno ad acquisire quelle basi su cui fare il lavoro. Una mia idea è però questa: se uno non ha questo patrimonio, difficilmente lo acquisisce studiando".

Nella seconda giornata del corso Federiciana sono intervenuti l’avvocato Nicodemo Gentile (così come a Roia, ha ricevuto la docenza onoraria dell’Università Federiciana), che ha parlato di alcuni casi che lui ha seguito direttamente, come il caso di Roberta Ragusa e di Sarah Scazzi.

Ha presentato in esclusiva il suo nuovo libro dal titolo "Il Padrone – Storia di una manipolazione, storia di una tragedia", che mira ad esplorare i torbidi sentieri delle relazioni amorose. Sentimenti contrastanti, pungenti, travolgenti ma che in realtà nutrono l’anima di altre ombre. Un viaggio che ripercorre i torbidi sentieri di alcuni tra i più importanti casi di cronaca italiana che hanno macchiato per sempre lo stivale di sangue e dolore, con un velo di Maya illusorio, squarciato per sempre da un’improvvisa e irrimediabile follia.

Silvia Bassi, psicologa e criminologa di Milano, ha parlato degli aspetti e relazioni con il manipolatore affettivo. Poi sono intervenute Maria Pia Turiello e Giovanna Bellini; neurologa e criminologa, che ha cercato di fare un excursus sulle varie forme di violenza, soprattutto quelle di tipo interpersonale, e sui "segnali di allerta in alcune situazioni per cercare di evitare una escalation", infine ha parlato della violenza assistita, in particolar modo su minore, e delle modificazioni che queste situazioni croniche possono determinare sulle alterazioni delle funzionalità di alcune aree cerebrali, innescando quello che può essere il ciclo della violenza. Infine è stato proiettato il cortometraggio "Piccole cose di valore non quantificabile" ed è intervenuto il presidente della Federiciana, Salvatore Maria Mattia Giraldi.

Angelo Barraco

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