CULTURA

Ambiente

Riutilizzare le acque trattate per l'agricoltura: il progetto internazionale dell'Università di Sassari

Obiettivo è realizzare soluzioni innovative e tecnologiche per migliorare l'efficienza d'uso dell'acqua
immagine simbolo (foto da pixabay)
Immagine simbolo (foto da Pixabay)

Uno dei problemi più urgenti è la scarsità d'acqua nei contesti aridi o semiaridi, che già sfruttano pesantemente le acque superficiali e sotterranee. Il Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione dell'Università di Sassari coordina il progetto Menawara, acronimo di acque non convenzionali riusate in agricoltura nei Paesi mediterranei.

Il progetto, finanziato dall'Unione Europea tramite il programma ENI CBCMED, mira a realizzare soluzioni innovative e tecnologiche per migliorare l'efficienza d'uso dell'acqua ed incoraggiare l'utilizzo di acque non convenzionali a fini agricoli in Palestina, Giordania, Tunisia, Italia e Spagna.

Nel più ampio contesto di sostenibilità ambientale, di pianificazione dell'uso del territorio e di difesa del suolo, l'obiettivo di Menawara è di migliorare sia l'accesso delle aziende agricole a risorse idriche alternative in territori in cui la scarsità di acqua rappresenta una sfida comune, sia la qualità dei reflui trattati dagli impianti di depurazione.

L'Ateneo turritano è capofila di una cordata di 5 partner internazionali: il Centre International de Hautes Études Agronomiques Méditerranéennes (C.I.H.E.A.M.) attraverso la sua sede distaccata all'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, WEWORLD-GVC Onlus (Palestina), il National Agricultural Research Center (Giordania), l'Office National de l'Assainissement (Tunisia) e la Fundación Centro de las Nuevas Tecnologías del Agua CENTA (Spagna).

Essenziale per il successo del progetto, cofinanziato lo scorso settembre con oltre 2 milioni e mezzo di euro (90% di contributo UE), il coinvolgimento di aziende agricole, che riutilizzeranno le acque trattate dagli impianti per l'irrigazione di circa 45 ettari di oliveti, foraggere, alberi da frutto e piante ornamentali. Circa 50 tecnici saranno impegnati in attività sul campo e di formazione.

Il meeting di avvio del progetto si terrà a Tunisi dal 27 al 29 novembre, come illustrato nella conferenza stampa di presentazione che si è tenuta questa mattina nella sala Milella dell'Università di Sassari alla presenza di Pier Paolo Roggero, direttore dell'NRD - Nucleo di ricerca sulla desertificazione e coordinatore del progetto, e del Communication Manager Tonito Solinas.

Il progetto si concluderà nell'agosto del 2022.

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