CULTURA

Un libro da scoprire

Dall'intelligenza artificiale all'ibrido: l'uomo-robot è il futuro?

Enrica Perucchietti esplora i rischi di una rivoluzione tecnologica che minaccia di snaturare l'essere umano
enrica perucchietti (foto giorgio violino)
Enrica Perucchietti (foto Giorgio Violino)

Intelligenza artificiale, chip sotto la pelle, nanorobot che si muovono liberamente nel nostro corpo, progetti per conservare all’infinito i corpi e resuscitarli in un lontano futuro, mind uploading, cioè trasferimento della mente da una persona a un robot. Dette così tutte queste procedure ci appaiono delle chimere tecnologiche, fantascienza buona giusto per qualche pellicola di Hollywood. Viceversa è proprio in campi come questi che la scienza e la tecnologia stanno facendo passi da gigante negli ultimi anni. L'obiettivo, almeno a prima vista, sembra essere quello di migliorare il corpo umano, renderlo inattaccabile da malattie, invecchiamento e incidenti di percorso.

Nella realtà scienziati e ingegneri si stanno spingendo ben oltre, puntano in alcuni casi a trasformare l'uomo in un essere geneticamente modificato che prosegua la propria evoluzione emancipandosi dalle leggi biologiche. Insomma, l'entusiasmo e l'esaltazione acritica del progresso stanno oscurando il lato nascosto di queste ricerche, cioè la realizzazione di una società “perfetta” e tecnologica, in cui non ci sia spazio per tutto ciò che non è controllato: violenza, ma anche emozioni e pensiero autonomo. Sono questi i temi al centro del volume "Cyberuomo" (Macro Edizioni, 2019, pp. 232, anche e-book), in cui la giornalista Enrica Perucchietti descrive il percorso già in atto per passare dall'intelligenza artificiale all'ibrido uomo macchina. Un percorso il cui traguardo sembra una vera e propria rivoluzione antropologica che intende snaturare l'uomo della propria umanità, per renderlo sempre più simile a una "macchina" e al contempo più manipolabile e controllabile. Insomma, stiamo passando dalla cultura umanistica, centrata sull'uomo, al transumanesimo, l'età dell'uomo-robot.

La copertina del libro
La copertina del libro

Ma cosa implica esattamente questo passaggio? Lo chiediamo proprio a Enrica Perucchietti:

"Il transumanesimo, nelle sue molteplici correnti, è un movimento culturale che aspira a rivoluzionare, potenziare e far evolvere consapevolmente l'essere umano, attraverso la scienza e la tecnologia, liberandolo così dalle proprie leggi biologiche. Chi vi aderisce condivide una visione meccanicistica dell'esistenza umana per cui l’uomo si ritiene obbligato a continuare la propria evoluzione come se fosse una macchina o un dispositivo da aggiornare".

Le ricerche per potenziare la natura umana e ibridarla con le macchine quali scopi perseguono?

"Perseguono l'obiettivo di abbattere la Natura e continuare l'evoluzione umana. Per questo nel libro parlo della hỳbris: si tratta dell'atto di tracotanza inteso come superamento del limite consentito che conduce inevitabilmente alla disfatta e alla catastrofe. Per i transumanisti prevale l'abilità tecnica sull'etica e confondono la conoscenza con la saggezza, ritenendo che qualunque cosa sia possibile ora o in futuro debba per forza essere attuata in nome del 'progresso', a costo di superare qualunque limite, anche quelli imposti dalla Natura".

Quali rischi vi sono per l'uomo nel momento in cui la tecnologia cambia la biologia umana?

"Si rischia di ritrovarci in un futuro prossimo in cui le macchine saranno più intelligenti dell'essere umano e l'umanità rischierà di scomparire nella competizione tra materia organica e inorganica. Il transumanesimo arriva persino ad auspicare un futuro in cui l'uomo potrà fare a meno del corpo, essere pura mente e conquistare la galassia… di fatto auspica la fine dell'umanità per come la conosciamo".

Perché si vuole abolire la natura e l'ordinenaturale?

"Per dominarla e vivere per sempre. L'uomo 'nuovo' vuole essere padrone del suo destino, vincitore della Natura che per millenni lo ha frenato. L'idea di fondo è che il progresso abolirà definitivamente la Natura, aprendo la strada a una nuova generazione di post-umani".

Quale futuro ci aspetta se non si inverte questa tendenza?

"Siamo sull'orlo di una nuova trasformazione culturale e antropologica, una vera e propria rivoluzione che intende snaturare l'Uomo della e dalla propria umanità per renderlo una ‘macchina’, un automa spersonalizzato in cerca di un'immortalità fisica tanto illusoria quanto falsa. L'esaltazione per una tecnologia in apparenza democratica porta con sé il rischio di creare una società divisa in caste, in cui solo i super ricchi potranno avere accesso a cure mediche specifiche e al potenziamento fisico, mentre le masse saranno ipercontrollate, iperconnesse e schiavizzate da una élite tecnocratica. L'auto-annientamento volontario dell'individuo e l'abbandono in paradisi virtuali è esattamente ciò che una dittatura dolce, anzi un 'totalitarismo democratico', potrebbe imporre ai suoi cittadini per spingerli ad amare la propria schiavitù. Non ci sarebbe più bisogno di ricorrere alla coercizione o a tecniche sofisticate di condizionamento mentale per controllare la popolazione".

Cosa si può fare per invertire questa tendenza?

"Ritengo che le tematiche relative al transumanesimo e post-umanesimo (dall'automazione al mind uploading) debbano essere discusse e portate al cuore dell'opinione pubblica, mentre vengono ignorate perché ritenute ancora lontane. La domanda che fin dall'introduzione pongo al lettore è la seguente: siamo sicuri che tutto ciò che è tecnologicamente possibile (o che lo sarà in futuro) sia da ricercare e applicare a tutti i costi? Come mostro nel libro, dietro la parola 'progresso' si nascondono ricerche che fino a qualche anno fa sarebbero state bollate come incubi e che vengono offerte all'opinione pubblica come un traguardo per l’evoluzione collettiva. Vorrei che nel bene e nel male, fossimo realmente consapevoli, coscienti, della direzione che stiamo intraprendendo e che al contrario non si marci uniti, per pigrizia o per ignoranza, verso un obiettivo che non è ancora chiaro".

Ultima domanda: Cyberuomosi presenta come libro in 4D, un formato piuttosto innovativo. Cosa significa esattamente libro in 4D e cosa ci offre in più rispetto a un volume tradizionale?

"Il libro in 4D è un libro che va oltre la carta. Oltre alle pagine da leggere contiene una serie di contenuti multimediali extra che offrono l’opportunità di avere subito degli approfondimenti e saperne di più sui contenuti del libro senza dovere cercare inutilmente le informazioni altrove. È un libro che si può leggere, vedere, ascoltare ma anche vivere a 360 gradi perché accompagna e arricchisce il lettore con videointerviste, esperienze guidate, proposte di attività".

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