CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

Guardia di finanza

Francobolli non conformi
Maxi frode in Sardegna VIDEO

Nel mirino dei finanzieri di Cagliari è finito un imprenditore operante nel settore delle poste private. Migliaia le buste non recapitate

Al termine di una complessa indagine, la Guardia di finanza di Cagliari ha sequestrato oltre 58mila stickers (francobolli adesivi) risultati non conformi alle norme e oltre 86mila tra cartoline e buste affrancate e mai spedite.

Nel mirino delle Fiamme gialle è finito un imprenditore che opera nell'ambito delle poste private con sede nell'hinterland del capoluogo, accusato di frode in commercio, interruzione di pubblico servizio e sottrazione di corrispondenza.

Gli approfondimenti erano stati avviati dopo il ricevimento di una segnalazione da parte dell'Agcom, l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sulla possibile commercializzazione in Sardegna di stickers adesivi per cartoline privi delle caratteristiche richieste dalla normativa di settore: l'indicazione della licenza ministeriale e del distributore, entrambi elementi fondamentali per la tracciabilità del prodotto.

Gli oggetti, è emerso, sono stati commercializzati in tutta la regione da una ditta cagliaritana.

I finanzieri hanno perquisito la sede e hanno portato a termine il sequestro.

Analizzando la documentazione contabile, sono stati individuati i soggetti economici che negli ultimi anni hanno acquistato gli stickers non conformi e quindi sono stati effettuati altri controlli e sequestri in tutta l'Isola.

Inoltre, al Centro di Meccanizzazione Postale di Elmas, i Finanzieri hanno individuato 64.300 cartoline affrancate con stickers non conformi e inidonee ad essere spedite.

Complessivamente l’attività ha portato al sequestro di 58.124 francobolli e di 86.213 tra cartoline e buste chiuse affrancate e mai spedite.

Migliaia i cittadini e turisti che hanno acquistato e inviato lettere e cartoline che non sono mai arrivate a destinazione: sono state ritrovate delle scatole piene di corrispondenza mai recapitata.

(Unioneonline/s.s.)

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