CRONACHE DALLA SARDEGNA

Bomba ecologica a Macchiareddu
Sigilli a uno stabilimento: un indagato

Uno stabilimento abbandonato, con oltre 1.100 metri cubi di rifiuti tossico nocivi situati sia all'interno che all'esterno della struttura di proprietà della società Ecobonifiche, è stato sequestrato dagli agenti del Corpo Forestale a Macchiareddu.
una vasca in acciaio contenente fanghi e liquidi velenosi
Una vasca in acciaio contenente fanghi e liquidi velenosi

Indagato per realizzazione di discarica abusiva Francesco Salvatori, 56 anni di Roma, amministratore della Ecobonifiche Srl l'azienda proprietaria dello stabilimento.

Il sequestro dello stabilimento arriva dopo l'ispezione effettuata il 17 marzo scorso dagli dagli uomini del Corpo forestale e dai tecnici dell'Arpas. All'interno dello stabilimento gli agenti hanno scoperto una vera e propria discarica di rifiuti pericolosi tossico nocivi e infiammabili.

La Ecobonifiche, secondo quanto accertato dalla Forestale, è una società a partecipazione azionaria del gruppo Finambiente e Bonifiche, attualmente in concordato preventivo con provvedimento del tribunale di Roma. Lo stabilimento di Macchiareddu da marzo dello scorso anno - come hanno verificato gli uomini del Corpo forestale - è in stato di abbandono, in una situazione di assoluto pericolo perché manca il funzionamento di sistemi di sicurezza, il personale della società è in cassa integrazione. Dalle indagini è emerso che nello stabilimento si trattavano materiali e terre derivate dalla bonifica di siti inquinati che, dopo la lavorazione, sarebbero dovuti essere smaltiti. Ma secondo la Forestale nonostante lo stabilimento ha interrotto le lavorazioni nell'estate del 2012, ha continuato a stoccare materiale inquinato nel capannone sino al marzo 2013. Lo stabilimento è stato quindi sequestrato. Ma non solo, sottochiave è finita anche la documentazione dell'azienda dalla quale emerge che il materiale inquinato stoccato all'interno risulterebbe proveniente da varie zone della Sardegna come l'area inquinata di Porto Torres, l'area militare di Decimomannu e l'area industriale di Portovesme, tutti appalti cui era impegnata la società Ecobonifiche sino al fallimento.


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