#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"Le mamme con i figli ai giardinetti, e quelle normative da chiarire"

La riflessione di un lettore, con l'invito a normative più chiare e meglio spiegate ai cittadini
i giardini pubblici (foto tripadvisor)
I Giardini Pubblici (foto tripadvisor)

"Cara Unione,

ho letto, con profonda amarezza e con crescente senso di sconforto, l'intervista rilasciata dal sindaco di Cagliari pubblicata sul vostro giornale in data 2 aprile 2020, nella quale le mamme con i figli nei giardinetti di via Mandrolisai sono appellate come 'deriva'.

Infatti, pur nelle enormi difficoltà derivanti dall'esigenza di contenere l'emergenza epidemiologica, non si comprende come le Istituzioni possano bollare come 'deriva' un comportamento che è, quasi certamente, figlio dell'approssimazione con la quale, le stesse Istituzioni, hanno affrontato il delicatissimo tema delle limitazioni alle libertà individuali ed al diritto di spostamento, rese necessarie dalla diffusione dell'epidemia COVID-19.

Il vertice dell'apparato burocratico del Ministero dell'Interno ha emanato una circolare interpretativa, che pur essendo così confusa e mal scritta da rendere necessario un ulteriore intervento di interpretazione il giorno seguente, legittimava espressamente il comportamento che hanno tenuto le mamma di Via Madrolisai che viene bollato come deriva.

Evidentemente, esiste una grave problema di coordinamento tra varie fonti che disciplinano la stessa delicatissima materia, e, il compito di risolverlo, non spetta né alle mamme di via Mandrolisai né ai cittadini in genere.

Il sindaco, al contrario, si colloca al vertice di un'istituzione che, oltre ad avere contribuito attivamente allo stato di confusione, dispone di risorse di supporto tecnico e giuridico, ivi compresa l'area denominata "Avvocatura", che ben potrebbero e dovrebbero essere impiegate al fine di chiarire, con una propria ordinanza o un più modesto comunicato, in modo facilmente comprensibile per tutti i cittadini, quali siano i comportamenti che devono essere tenuti.

Solo allora, i comportamenti che si ponessero in contrasto con le norme, da qualunque fonte provengano, finalizzate a contrastare l'epidemia, coordinate, chiarite e spiegate ai cittadini, potrebbero essere qualificati come deriva.

Fino ad allora, tuttavia, mi pare che la deriva si annidi nel coacervo delle Istituzioni, per via dell'inqualificabile conflittualità, incoerenza, illogicità, poca comprensibilità, e, in definitiva, carenza di qualità delle norme antiepidemiche.

Cordiali Saluti".

Enrico Dolia - Cagliari

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