#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"Da inizio febbraio con sintomi, ma mi dicono solo di stare tranquillo"

La lettera di uno studente giunto nell'Isola il 16 febbraio da Pavia, e da allora chiuso in casa con sintomi "sospetti"
immagine simbolo (foto da google)
Immagine simbolo (foto da google)

"Cara Unione,

sono uno studente sardo che vive a Pavia, ma che dal 16 febbraio si trova in Sardegna, prima dunque che scoppiasse il 21 il caso Coronavirus in Italia!

Ebbene, io nella settimana dal 9 al 15 ho passato una brutta influenza, febbre alta, tosse, raffreddore, mal di gola, dolori al petto, e tutti i sintomi possibili, quando ancora del virus che circolava in Italia non se ne sapeva nulla. Oltre a questi sintomi, che possono essere scambiati o corrispondere a quelli di una banale influenza, io mi ritrovo da ormai un mese e da quella maledetta settimana, a dover combattere con un raffreddore che non passa, dolori muscolari, sinusite, dolori alle orecchie lancinanti e soprattutto una congiuntivite che non mi dà tregua.

E ripeto, da ormai quasi un mese e nonostante abbia preso tutte le medicine e cure possibili che però, evidentemente, non hanno avuto effetto. Non mi sono autocurato, sono andato dal mio medico di base a anche da alcuni dottori che non hanno però riscontrato particolari sintomi evidenti o preoccupanti.

Io sono praticamente quasi da un mese in casa, ho chiamato anche il numero verde della regione, e mi è stato detto che non presento sintomi evidenti almeno attualmente. Per cui non mi dovrei preoccupare.

E invece mi preoccupo, perché provenendo dalla Lombardia, dove studio, dove sono stato a contatto con no so quante persone, mi sono ammalato e dopo di me anche il mio coinquilino con febbre e tosse, in quel caso in tempi sospetti. Tutto ciò ripeto, una settimana prima da quel maledetto 20 febbraio che ha scoperchiato il vaso di Pandora sul problema Coronavirus in Italia.

Sappiamo in Italia che attualmente ci sono persone che stanno realmente male e cui viene negato il tampone, poi però vediamo politici e personaggi pubblici a cui viene concesso il tampone pur non mostrando sintomi e questo fa arrabbiare, perché dimostra che ci sono purtroppo cittadini di serie A e di serie B, anzi C.

Detto ciò, sto vivendo questo periodo con un dubbio che mi sta corrodendo e con la preoccupazione per la mia famiglia, che apparentemente ha mostrato solo un semplice raffreddore ( he può non avere niente a che fare con il Coronavirus) e visto anche il fatto che mio padre è pure diabetico. Ma in tutto ciò gli stessi medici e operatori del 118 che due settimane fa ho contatto comprensivamente preoccupato, sminuiscono il tutto dicendo che a quel punto sarei già guarito, cosa che ahimè ancora non è accaduto.

Sperando che si facciano più tamponi per il bene della nostra salute, fisica e mentale sopratutto, invece di nascondere il tutto per paura che il numero di positivi aumenti, sono vicino a tutte quelle persone che realmente sta vivendo solo per aiutare negli ospedali sardi e non ad affrontare questa dura emergenza.

Un abbraccio virtuale.

Lettera firmata (*) - Sant'Antioco

(* le generalità, a conoscenza della redazione, vengono omesse nel rispetto della privacy e secondo la normativa vigente)

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