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"La plastica inquina? Di sicuro non si getta da sola nel mare"

La riflessione di un lettore sull'inquinamento e sulle possibilità di un corretto riciclo
immagine simbolo (pixabay)
Immagine simbolo (Pixabay)

"Cara Unione,

era il 10 dicembre del 1963 quando l'Accademia Svedese delle Scienze di Stoccolma consegnava il Premio Nobel al 'papà' della plastica, l'ingegnere chimico Giulio Natta del Politecnico di Milano ed in questo modo l’Italia vinceva il suo primo e unico premio Nobel per la chimica, ed era ancora il 14 maggio del 1997 quando il Gruppo Pop danese “Aqua” pubblicava il famoso singolo “Barbie girl” le cui prime due strofe recitavano 'I'm a Barbie girl in a Barbie world, Life in plastic, it's fantastic' che tra l’altro ebbe un enorme successo.

Ed in effetti le materie plastiche la vita, anche se non fantastica, l’hanno davvero migliorata a parecchie persone.

Ma come mai questo loro grande successo? Grazie alle loro caratteristiche di leggerezza, resistenza meccanica, inerzia chimica e costi contenuti, oggi le materie plastiche sintetiche (cioè quelle ottenute per sintesi dal petrolio), trovano innumerevoli campi di applicazione che vanno dagli imballaggi, ai contenitori per alimenti, ai tessuti, ai giocattoli ed agli impianti idraulici ed elettrici. E allora perché questo grande entusiasmo per le resine plastiche celebrato sino alla fine degli anni ’90 è oggi scomparso facendo spazio ad un timore sempre crescente?

Il motivo è che esse producono un inquinamento vistoso perché non sono biodegradabili (cioè non si trasformano attraverso una serie di reazioni chimiche in sostanze più semplici ed innocue). Pertanto non è possibile il loro compostaggio nè sono adatte per l’incenerimento a causa del pericolo di inquinamento atmosferico. Perciò per la plastica la migliore forma di smaltimento è il riciclaggio.

Ma è colpa della plastica se essa va a finire in mare (formando addirittura isole nel Pacifico) o nella pancia delle balene? Oppure è colpa di qualche incivile che abbandona tranquillamente nell’ambiente contenitori e confezioni di plastica per alimenti e qualsiasi altro genere di rifiuto?

L’inquinamento delle materie plastiche è l’effetto, la maleducazione di alcune persone ne è la causa e sono oggi tante le iniziative dei vari Sindaci che per tutta Italia ne vietano l’utilizzo, specie per quelle monouso nei loro litorali.

Ma va detto che di per sé le resine plastiche (che hanno sostituito rapidamente materie prime naturali precedentemente utilizzate quali il corno, l’avorio, l’ambra, la gomma lacca, il caucciù, …), non sono affatto irrispettose dell’ambiente perché esse ci hanno permesso e ci permettono tutt’oggi di risparmiare materiali ben più preziosi e più rari di origine sia vegetale che animale. Gli stessi contenitori per la raccolta differenziata sono in plastica

La soluzione per il loro smaltimento è peraltro semplice: basterebbe che gli operatori che già lavorano nelle isole ecologiche pagassero in euro, oppure in buoni pasto o ancora con dei buoni spesa ogni chilo di plastica recuperata dall’ambiente ed in questo modo essa verrebbe rapidamente spazzata via dalle nostre città e rispettivi litorali venendo così conferita in apposite discariche e finalmente da pericoloso inquinante diverrebbe una risorsa preziosa per le generazioni future".

Carlo Pozzo - Cagliari

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