#CARAUNIONE

La lettera del giorno

Un quartiere dimenticato da tutti: "A Pardinixeddu si rischia ogni giorno"

Lo sfogo di un'intera comunità residente a due passi dalla città, ma di cui tutti sembrano non occuparsi
un immagine dalla via pardinixeddu (foto da google)
Un'immagine dalla via Pardinixeddu (foto da Google)

"Cara Unione,

mi rivolgo a voi per l'incresciosa situazione in cui versa una periferia di Quartu Sant'Elena, ignorata da tutti nonostante le ripetute richieste di aiuto da parte dei residenti. Speriamo che l'amministrazione comunale possa sentire la nostra disperazione ed esasperazione e decida di fare qualcosa.

Si tratta di via Pardinixeddu, una strada a due passi dalla città eppure così lontana: senza una fermata di autobus, senza un semaforo per l'attraversamento pedonale, senza un marciapiede che metta almeno in minima parte in sicurezza chi si trova a doverla attraversare per raggiungere la città.

Ogni giorno c'è chi rischia coi propri bambini quando vanno a scuola a piedi (perché non tutti hanno la macchina) o in bicicletta. Aspettiamo che ci scappi il morto? È già successo anche questo, ma non sembra importare a nessuno.

Dal sindaco di adesso ai precedenti, dall'assessore competente alla Asl, che per certi versi dovrebbe sollecitare certi interventi da parte dell'amministrazione e non lo fa, nessuno si preoccupa per centinaia di famiglie che vivono in questa zona con solo problemi. Perché la situazione che ci aspettiamo, adesso che l'estate è alle porte, è perfino peggio di quello che viviamo d'inverno con i vari allagamenti costretti a navigare nel fango e nelle buche che sono voragini. Ci aspettiamo il solito sfacelo di erbacce ai bordi delle "strade" e terreni incolti che ospitano topi e altre bestie fino alle bisce che poi ci troviamo in casa. Il comune cosa fa? E la Asl?

Si dimentica che proprio un abitante di questo quartiere è morto qualche anno fa per la puntura di una zecca. E quanti bambini che a scuole chiuse giocheranno in cortile o per strada saranno a rischio?

Chi abita qui non naviga nell'oro, non si è potuto permettere un appartamento in centro ma, senza chiedere niente a nessuno né una casa comunale né l'elemosina, si è rimboccato le maniche e si è costruito il necessario per avere un tetto sulla testa, pagando comunque tutti gli oneri dovuti per la costruzione stessa come fosse in città.

Allora ci chiediamo: perché queste tasse non ci 'tornano' sotto forma di un minimo di servizi quale la pulizia delle strade, la bonifica di campi ricettacolo di ogni tipo di schifezza, l'illuminazione della strada, qualche marciapiede, almeno una fermata di un autobus, che invece ci sfreccia davanti venendo da Pitz'e serra mentre noi siamo costretti a correre il rischio di essere schiacciati come formiche, o a giocare alla roulette russa attraversando quando il semaforo è rosso o è verde. Cosa è meglio? Nessuno dei due, perché il semaforo è solo per le macchine e rischi di rimanerci secco a metà incrocio, quindi approfitti del giallo...incrociando le dita.

Noi paghiamo le tasse come tutti gli altri cittadini, e se qualcuno non lo fa, il comune sa dove trovarlo. Solo in questo caso sanno dove siamo. Perché niente viene dedicato al nostro quartiere?

Speriamo che il vostro giornale possa aiutarci a farci sentire perché non ne possiamo più e che l'amministrazione comunale risponda almeno a voi".

Un gruppo di cittadini della via Pardinixeddu - QuartuSant'Elena

***

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