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L'intervista

Cinquant'anni e favolose: come difendersi dall'ageismo

La battaglia delle giornaliste americane estromesse dalla conduzione tv
le protagoniste del nuovo episodio di sex and the city (foto dal film)
Le protagoniste del nuovo episodio di Sex and The City (foto dal film)

Cinquant'anni e favolose.Tornano Carrie e le altre, più Sex and The City che mai, ma torna all'attenzione, anche, un termine che suona troppo duro, troppo fastidioso, troppo complicato: ageismo. Ne abbiamo parlato con Claudia Rabellino Becce, avvocata e scrittrice, moglie e mamma, ligure e sarda d'adozione. Cinquant'anni e favolosa anche lei.

Cosa significa ageismo?

"Il termine ageism è stato coniato dal gerontologo americano Robert Butler nel 1969 per indicare la discriminazione basata sull'età. Nella nostra società gli anni sono un elemento di identificazione primaria che influenza la percezione del nostro valore, quello che possiamo o non possiamo fare. L'argomento è molto serio, in Italia le cinquantenni sono circa 10 milioni, nel mondo ci sono oltre 600 milioni di ultrasessantenni che raddoppieranno nel 2025 e raggiungeranno i 2 miliardi nel 2050. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato la pericolosità di considerare l'età come un fattore di discriminazione, introducendo tutta una serie di misure per cambiarne la percezione, favorendo un approccio attivo e positivo".

Claudia Rabellino Becce
Claudia Rabellino Becce

L'età, però, è sempre relativa.

"Certo, in fondo invecchiare significa vivere. Essere più vecchio/a di qualcuno significa aver vissuto più a lungo, niente altro. Chi ha vent'anni considera vecchio/a chi ne ha trenta e così via. Il problema è la valutazione sociale legata all'invecchiamento che, in genere, è negativa. L'età viene vista come qualcosa che con il suo avanzare toglie valore alle persone e questo è sbagliato".

Ma agli onori della cronaca, in questi giorni, non sono balzate solo le donne di Sex and The City. In America ha fatto molto parlare un gruppo di giornaliste brave, belle e cinquantenni che si sono ribellate a schemi e stereotipi.

"Sì, 5 giornaliste della rete televisiva New York One hanno fatto causa all'azienda proprio per age shaming. In pratica mentre i colleghi maschi con l'età vedevano riconosciuta la propria esperienza e autorevolezza con progressioni di carriera, loro venivano demansionate, tolte dal video in favore di colleghe meno esperte, ma più giovani e avvenenti secondo i canoni estetici dominanti. Ci siamo sentite come merce scaduta, hanno affermato. Le statistiche ci dicono che le donne cominciano a subire queste discriminazioni sul lavoro dopo i 40 anni (nelle professioni in cui conta particolarmente l'immagine anche prima). Alle donne è vietato invecchiare, mentre agli uomini l'età conferisce carisma. La battaglia a questo genere di pregiudizi e stereotipi è fondamentale. Occorre un cambiamento culturale e sociale. Qualcosa si sta muovendo, ma la strada è ancora molto lunga".

Uno dei primi manifesti è quello firmato, nel 2017, da Ashton Applewhite. Il bello dell'età, il titolo. Qual è questo bello?

"Un saggio cult sull'argomento che tengo sul comodino. Ogni età ha le sue luci e le sue ombre, bisogna imparare a dare valore alle prime e minimizzare le seconde. Come dice Ashton Applewhite, dobbiamo essere orgogliose dei nostri anni. Il bello dell'età, l'essere favolose per me non ha a che vedere con l'aspetto, significa godersi l'esperienza che la vita ci ha regalato e vivere con consapevolezza, pienezza e gratitudine l'unico tempo che veramente abbiamo: l'adesso".

Uno degli ultimi è il suo. Uscito nel 2019. Scritto insieme alla giornalista Michaela K. Bellisario.

"Felici a 50 anni è un libro che tratta con una penna volutamente leggera argomenti rilevanti e attuali e parte da una considerazione: la narrazione che la società normalmente fa di questa età si riassume nella odiosa espressione "mezza età". In realtà questa è un'età piena. Le statistiche ci dicono che oggi a 50 anni abbiamo mediamente 30 anni ancora da vivere, è un nuovo capitolo nel quale il concetto chiave è ripartire da noi stesse perchè, nonostante gli innegabili ostacoli, tutto è ancora possibile".

Cinquant'anni e sesso. Non esiste una data di scadenza. Eppure.…

"Eppure, ci sono ancora tabù da infrangere. Uno di questi è la menopausa che porta con sé tutta una serie di cambiamenti fisici e ormonali che possono impattare pesantemente sulla vita sessuale. Se ci sono dei problemi bisogna avere il coraggio di parlarne, senza vergogna o, peggio, senso di colpa. Il supporto del proprio ginecologo è fondamentale quanto il dialogo con il partner. A questo punto sappiamo chi siamo e cosa vogliamo, anche sul fronte sessualità si può aprire un nuovo, appagante orizzonte".

Quali possono essere i segreti per trasformare questi cinquanta in una nuova età d'oro?

"Non ci sono ricette magiche, esiste un principio generale che ognuna e ognuno di noi può declinare sulla sua unicità: la consapevolezza che non sono gli anni che abbiamo a definirci. Noi non siamo i nostri anni, siamo le nostre esperienze, i nostri desideri, le nostre passioni. Tutte cose che rendono la carta d'identità un documento privo di significato".

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