Si fa strada anche in Sardegna lo sport ambientalista che combina la corsa con la raccolta dei rifiuti. Si chiama plogging, arriva dalla Svezia, dove nasce dieci anni fa, e unisce jogging e pulizia di strade e sentieri. Gli appassionati sono in crescita un po’ ovunque: se ne stimano circa ventimila in tutto il mondo. Regola base di questa pratica virtuosa è che, strada facendo, si cammini o si corra, ci si ferma per raccogliere quel che si trova, plastica, carta o altro materiale abbandonato, utilizzando guanti e sacchetto, immancabili compagni di viaggio. Significa garantire un ambiente più pulito, come pure avere un beneficio fisico non da poco che implica comunque impegno, anche muscolare, perché si parte con uno zainetto leggero sulle spalle e si arriva con il peso del materiale raccolto e infilato nel sacco della spazzatura.

In Italia l’evento più noto che promuove il plogging è rappresentato da “Keep clean and run” (che vuole dire “Tieni pulito e corri”) guidato dall’eco-runner Roberto Cavallo, pioniere della disciplina nella Penisola e ambasciatore del Patto europeo per il clima. Il percorso attraversa diverse regioni italiane, lungo i sentieri della Via Francigena, e sensibilizza studenti e persone d’ogni età al rispetto ambientale e al benessere fisico. L’iniziativa viene riproposta con la prossima edizione che partirà il 26 settembre da Benevento e arriverà il primo ottobre a Bari dopo aver percorso e ripulito circa 400 chilometri.

La prima edizione nel 2015 da Aosta a Ventimiglia: più o meno stessa lunghezza, percorsa in otto tappe tra Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria. Nel 2025 il percorso, dal 25 al 30 ottobre, lungo la Via Francigena del sud, da Albano Laziale a Benevento, con 550 volontari e 1500 studenti. Il loro impegno consente il recupero di 500 chili di rifiuti: perlopiù plastica e alluminio, anche piccoli elettrodomestici, giocattoli, vestiti accanto ai più pesanti da trasportare come pneumatici.

Rifiuti raccolti in un evento di plogging
Rifiuti raccolti in un evento di plogging
Rifiuti raccolti in un evento di plogging

Per chi ama l’agonismo c’è anche la possibilità di gareggiare rispettando alcune regole basilari. La competizione, per esempio, deve svolgersi in aree circoscritte, può essere individuale oppure a squadre e avere un arco di tempo definito, da 45 minuti a sei ore. Vietato l’uso di pinze per la raccolta del materiale abbandonato lungo la strada, d’obbligo invece l’utilizzo dei guanti e di uno zaino con i sacchi per infilare i rifiuti da portare al traguardo. Contemplato l’uso del gps che registra gli spostamenti perché chi fa un passo fuori dal percorso di gara viene squalificato. Il punteggio finale arriva tramite un algoritmo che valuta i dati rilevati dal gps. In conto vanno messi i rifiuti raccolti dove si guarda non solo al peso ma anche all’impatto ambientale. Un esempio: sei bottiglie di plastica, pur leggere, valgono in termini di punti più di una bottiglia di vetro.

Naturalmente per sostenere gare e campionati è necessario allenarsi a dovere perché le competizioni avvengono in percorsi lunghi anche trenta chilometri ed è perciò necessaria tenuta fisica e psicologica di ogni concorrente. In prospettiva i promotori del plogging puntano al riconoscimento dell’attività come disciplina della Federazione italiana sport orientamento che aprirebbe in futuro le porte anche dei Giochi della gioventù allargando il coinvolgimento a bambini e ragazzi.

Chi non ha simili aspirazioni e neppure una preparazione atletica adeguata a sostenere competizioni del genere, ma ha un’attitudine alla cura ambientale, può sempre ritrovarsi nello spirito originario dell’ideatore svedese Erik Ahlstrom che ha concepito e coniato il plogging, frutto della fusione linguistica di plocka upp, che vuole dire raccogliere, e jogging.

Plogging, volontari a Cagliari (archivio Unione Sarda)
Plogging, volontari a Cagliari (archivio Unione Sarda)
Plogging, volontari a Cagliari (archivio Unione Sarda)

In Sardegna l’attività non manca legata alle giornate ecologiche e di eco-corse sulle spiagge a Cagliari e dintorni, ad eventi di plogging cittadino a Porto Torres per raccogliere in un solo giorno oltre cento chili di rifiuti, a manifestazioni come la “Corri&pulisci” a Villacidro, alle iniziative targate Plastic free Sardegna che ricorrono da Sorso a Gutturu Mannu, ai percorsi naturalistici tra sentieri e aree montane del Gennargentu. Da Cagliari ad Alghero, da Sant’Antioco a Porto Torres, da Elmas a Sassari, da Quartu a Villaurbana le eco-maratone si susseguono negli anni e i volontari ambientalisti sardi ampliano eventi, adesioni e rifiuti rimossi cammin facendo.

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