I piedi si posano sulle trasparenze artistiche di un pavimento che fa emergere preziose copertine di riviste di moda e illustrazioni per bambini. Gli occhi svolazzano tra foulard colorati ed esclusivi, tessuti gioiello firmati Gucci. Un allestimento tanto scenografico trasforma il Man di Nuoro in un libro di fiabe alla scoperta di due creativi d’eccezione: Edina Altara e Vittorio Accornero. Tandem delle meraviglie che interpreta l’estetica decò e le stagioni di fermento tra moda, design e grafica pubblicitaria a partire dagli anni Venti del Novecento. Tra gusto pop e avanguardia è anche un viaggio sospeso tra Sardegna, Piemonte e contesti internazionali. Lei, nata nel 1898 a Sassari, segue il padre oculista, originario di Bitti, a Casale Monferrato dove incontra Accornero, di due anni più grande. Nasce un intenso sodalizio umano e artistico coronato dalle nozze nel 1922. Il matrimonio dura fino al 1934. Sebbene i loro percorsi seguano strade diverse si ritrovano protagonisti, pur a distanza, dello stesso gioco artistico, rigenerati dalle tante forme delle arti applicate. Lei muore a Lanusei nel 1983, lui a Milano un anno prima. Le loro personalità sono dirompenti, pionieri di imprese artistiche nuove tra Italia, Francia e Stati Uniti: lei ha il gusto del look, lui dell’eleganza. Elementi che si colgono già nella loro partecipazione di nozze, esposta nelle sale del Man: una danza dove lui è un Pierrot, lei una donna avvenente con abiti gitani. Tra le mani un cuore con i nomi Edina e Ninon. Una dichiarazione di stile che riaffiora in altre opere.

La partecipazione di nozze (foto m. o.)
La partecipazione di nozze (foto m. o.)
La partecipazione di nozze (foto m. o.)

I due si ritrovano nelle pagine del “Giornalino della domenica” dove scrivono autori come Grazia Deledda, Luigi Capuana e Piero Calamandrei. Altara e Accornero curano le illustrazioni, belle e gioiose. Lei è anche maestra nella tecnica del collage, non a caso viene ribattezzata Forbicicchia. Il suo talento è forte come appare nell’opera “Gesus salvadelu”: una madre sarda prega in ginocchio per il figlio in guerra. L’opera viene acquistata nel 1917 a Torino da Vittorio Emanuele III e arriva al Man dalle collezioni del Quirinale. Nel museo di Nuoro ci sono altre opere che riportano un pezzo di Sardegna come le donne in costume realizzate con i fiammiferi. Lavori in miniatura, creazioni del periodo più difficile di lei, quando si affida all’aiuto delle sorelle Iride e Lavinia che le portano nei mercatini di Cagliari.

L'opera \"Gesus salvadelu\" (foto m. o.)
L'opera \"Gesus salvadelu\" (foto m. o.)
L'opera "Gesus salvadelu" (foto m. o.)

Il capolavoro di lei è Il libro Giocattoli della Hoepli, creato nel 1945: opera da montare come un gioco per i bambini, tanto stimolante ed educativo da essere apprezzata anche da Maria Montessori. Le pubblicazioni per l’infanzia accomunano la coppia. Lei cura le illustrazioni di una trentina di libri e collabora soprattutto con Paola Lombroso Carrara, scrittrice di fiabe e racconti per ragazzi e promotrice delle bibliotechine rurali per portare i libri anche nelle realtà più disagiate. Lui per la Hoepli accompagna con i suoi disegni le favole dei fratelli Grimm, come pure Pinocchio e altri classici; per la Mondadori è anche autore di testi per ragazzi.

Il successo di entrambi passa anche per la moda. Lei è protagonista della rivista Bellezza, diretta da Gio Ponti: disegna tante copertine e cartamodelli. Nel dopoguerra diversifica l’attività firmando progetti d’arredo e design in collaborazione con Gio Ponti con cui ha un sodalizio importante. La moda seduce Edina sin da giovane quando disegna i primi abiti per la madre e le sorelle. «Il gusto era quello della creazione parigina dell’epoca, personalizzata attraverso una vivida fantasia cromatica e rimandi a tradizioni sarde: il mix ha saputo sedurre in tempi recenti Antonio Marras», commenta Luca Scarlini, che cura la mostra del Man.

Foulard Gucci (foto m. o.)
Foulard Gucci (foto m. o.)
Foulard Gucci (foto m. o.)

Accornero lega il suo nome soprattutto al marchio Gucci e ai suoi spettacolari foulard. E amico di Adolfo Gucci che nel 1960 lo chiama a collaborare con la celebre casa di moda: diventa designer dei foulard di seta fino al 1981. Un’ottantina di modelli, tutti strepitosi, in testa il celebre Flora per Grace Kelly. Dalle giostre ai velieri, i temi sono vari anche se i più ricorrenti sono quelli floreali.

Abito Gucci con motivo Flora (foto m. o.)
Abito Gucci con motivo Flora (foto m. o.)
Abito Gucci con motivo Flora (foto m. o.)

«I transatlantici furono teatro dell’affermazione di Accornero e Altara - nota Scarlini -: insieme e da soli i due realizzarono la brochure di prima classe e i menu di bordo del Rex, simbolo dell’Italia fascista, di cui Federico Fellini ha celebrato il potere mitopoietico in Amarcord con l’intera Rimini che si mette in mare per tutta la notte per salutare la grande nave». Altara, insieme a Gio Ponti, realizza pannelli in vetro e vari arredi per altre città galleggianti che portano in giro per il mondo il suo gusto del bello.

La mostra “Vittorio Accornero Edina Altara. Gruppo di famiglia con immagini” è accompagnata da un prezioso catalogo ed è aperta al pubblico fino al 23 gennaio 2022.

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