Scienza e imprese, verso un’acquacoltura sostenibile
Il progetto della Fondazione Imc e di NieddittasPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un patto fra scienza e acquacoltura sostenibile. Ricercatori e imprese che lavorano gomito a gomito per garantire produzioni di qualità e sempre più responsabili. Un progetto ambizioso messo in campo dalla Fondazione Imc di Torregrande e Nieddittas, impresa leader nel settore della mitilicoltura. Due eccellenze che da tempo hanno avviato una collaborazione diventata un esempio concreto di integrazione tra ricerca scientifica e attività produttive.
La collaborazione ormai è costante: i ricercatori non si limitano ad attività in laboratorio ma escono e affiancano l’impresa sul campo. Il lavoro del Centro marino internazionale accanto all’impresa Niedditas, che da decenni opera nel golfo di Oristano e nella laguna di Corru Mannu, consiste in un monitoraggio ambientale e nello studio degli ecosistemi in cui si svolge l’attività di acquacoltura. «I ricercatori supportano l’azienda attraverso analisi scientifiche sulla qualità dell’ambiente, le caratteristiche delle acque e dei fondali – fanno sapere dall’Imc – I ricercatori affiancano direttamente Nieddittas con attività di monitoraggio nella laguna di Corru Mannu e nei vivai a mare del golfo di Oristano, che vengono studiati con strumenti scientifici avanzati e metodologie consolidate».
Un laboratorio dell'Imc (foto concessa)
Vengono inoltre monitorate eventuali specie aliene, non tipiche del Mediterraneo per valutarne la presenza e i possibili effetti sull’ecosistema e il sistema produttivo, che potrebbe essere penalizzato a causa di specie non endemiche. Un’attività delicata e fondamentale in particolare in questo momento storico, in cui cambiamenti climatici e surriscaldamento dei mari determinano stravolgimenti più o meno rilevanti nei fondali e nelle lagune dove capita sempre più spesso di imbattersi in specie che prima vivevano solo ad altre latitudini. «Queste attività permettono di avere un quadro aggiornato dell’ambiente, utile sia per migliorare la gestione degli allevamenti sia per garantire che la produzione avvenga in condizioni sostenibili e controllate» aggiungono.
Un lavoro continuo di raccolta di dati e analisi che aiuta a coniugare produzione e tutela dell’ambiente. «La missione della Fondazione Imc è mettere la ricerca scientifica al servizio del territorio e della gestione sostenibile delle biorisorse marine» sostiene il presidente Augusto Navone. «La collaborazione con Nieddittas è la prova concreta che il dialogo tra ricerca e sistema produttivo può contribuire a migliorare la conoscenza dell’ambiente marino e a rafforzare la sostenibilità delle attività di acquacoltura». Inoltre integrando dati ambientali, biologici e anche economici, i ricercatori riescono a individuare i modelli produttivi più vantaggiosi e sulla base di questi studi le aziende possono scegliere le aree e i metodi di produzione con un occhio sempre attento alla tutela dell’ambiente e riducendo al massimo l’impatto sull’ecosistema.
Attività dei ricercatori in mare (foto concessa)
«Nieddittas opera in due ambienti distinti ma complementari come la laguna e i vivai a mare – osserva Cristiana Mura, responsabile qualità Nieddittas – Ogni contesto ha le sue caratteristiche ecologiche, le sue dinamiche e le sue sfide. La collaborazione con l’Imc ci consente di monitorare i due ambiti con strumenti scientifici per garantire che la qualità delle nostre cozze sia sempre il riflesso di un ambiente sano e gestito con responsabilità, in coerenza con la nostra visione basata su qualità, territorio e mare». L’Imc svolge attività anche in altre lagune con il progetto “Valorizzazione dell’acquacoltura sostenibile”, per uno sviluppo attento agli ecosistemi e alla gestione responsabile delle risorse. Nei mesi scorsi ha avuto anche l’incarico della Fao per redigere il modello sull’acquacoltura del cefalo.
