Un maestro visionario dell’architettura, tre progetti incompiuti in un’Isola forse distante dal suo genio creativo. Paolo Portoghesi e la Sardegna: è la storia di un rapporto importante, pur tra i molti travagli vissuti a Cagliari, Nuoro e Villacidro dove l’illustre architetto è stato chiamato a disegnare teatri e sviluppo urbanistico senza, però, veder attecchire le sue proposte. Il viaggio, proposto di recente in una mostra a Cagliari, è raccolto nel libro “Paolo Portoghesi e la Sardegna. I teatri e le città” di Stefano Mais, ricercatore del dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura dell’Università di Cagliari. Identico titolo della mostra, curata dallo stesso Mais, allestita di recente nell’aula “Stefano Asili”, a Cagliari. Esposizione di successo per la grande partecipazione e l’apprezzamento per la riscoperta dei progetti elaborati da Portoghesi per il Teatro Lirico di Cagliari tra il 1964 e 1965, per il Piano urbanistico di Nuoro tra il 1993 e il 2006 e per il teatro di Villacidro tra il 1997 e il 2004.

«L’idea di questo lavoro è nata in occasione di un incontro con Paolo Portoghesi a Calcata nel febbraio 2023. Con lui abbiamo pensato di valorizzare questi progetti rimasti nel cassetto con uno studio che ho portato avanti autonomamente dopo la scomparsa dell’architetto», spiega Mais. Portoghesi, autorevole esponente del Postmodernismo, è mancato il 30 maggio 2023, nella sua casa di Calcata, vicino a Viterbo, a 91 anni. La sua eredità ispira il progetto espositivo “Paolo Portoghesi. Architetto e storico”, proposto a Cagliari, curato da Marco Cadinu e articolato in due mostre. “Paolo Portoghesi. Fotografare il Barocco”, aperta fino al 22 novembre al Muacc (Museo universitario delle arti e delle culture contemporanee dell’Università degli Studi di Cagliari), è curata da Laura Bertolaccini e Francesco Cellini dell’Accademia nazionale di San Luca con 72 fotografie scattate dall’illustre architetto per la sua prima e memorabile indagine critica su Francesco Borromini, sull’architettura e sulla città barocca. La seconda si concentra sul rapporto tra Portoghesi e la Sardegna alla luce dei tre progetti avviati e poi arenati nel tempo.

Visitatori alla mostra (foto Guglielmo Cherchi Studio Vetroblu)
Visitatori alla mostra (foto Guglielmo Cherchi Studio Vetroblu)
Visitatori alla mostra su Portoghesi (foto Guglielmo Cherchi Studio Vetroblu)

Spiega Mais: «I progetti di Portoghesi per la Sardegna hanno tutti una forte carica innovativa, sebbene non realizzati per via di travagliate vicende. Il Piano urbanistico di Nuoro, ad esempio, si basava su temi che ancora oggi faticano a diventare strutturanti per le scelte urbanistiche contemporanee e che all’epoca – quasi trent’anni fa ormai – erano già di grande prospettiva: l’ecologia, il verde urbano, l’attenzione per gli scorci paesaggistici e naturalistici, la preservazione dell’edilizia storica, il consumo del suolo. Nel caso dei due progetti di teatro, per Cagliari e Villacidro, Portoghesi propone invece architetture che tentano un dialogo con i contesti in cui si inseriscono con un interessante rapporto con la musica e i linguaggi internazionali della cultura progettuale a cavallo tra XX e XXI secolo».

Paolo Portoghesi interviene nel Consiglio comunale di Nuoro (Archivio Unione Sarda)
Paolo Portoghesi interviene nel Consiglio comunale di Nuoro (Archivio Unione Sarda)
Paolo Portoghesi interviene nel Consiglio comunale di Nuoro (Archivio Unione Sarda)

Il colto orizzonte di riferimento di Portoghesi, che affonda le radici nell’interpretazione del genius loci, ovvero lo spirito del luogo, in Sardegna - spiega Mais - si lega alle forme del paesaggio, alla cultura materiale e immateriale locale, agli artisti come Costantino Nivola e Maria Lai e ai gradi scrittori come Grazia Deledda e Giuseppe Dessì.

Con la mostra i tre progetti sardi, tutti accomunati dalla mancata realizzazione, sono stati studiati per la prima volta e messi in relazione tra loro, contribuendo a scrivere un nuovo capitolo della storia dell’architettura contemporanea in Sardegna. L’iniziativa è stata accompagnata dall’esposizione di molti materiali inediti: documenti di progetto, riproduzioni di pregevoli disegni di studio dell’architetto (oggi custoditi al museo Maxxi di Roma), materiali audiovisivi delle Teche Rai Sardegna e gli articoli dei quotidiani sardi, compreso L’Unione Sarda. Conclusa la mostra resta il libro che dà continuità alla ricerca. «Si tratta di un lavoro per riflettere sul suo lascito e, soprattutto, sull’attualità delle questioni che questi progetti pongono al tempo presente», dice Mais. E conclude. «Il libro ricostruisce le vicende che contraddistinguono i progetti di Paolo Portoghesi e offre un’interpretazione dei motivi che ne hanno determinato la mancata realizzazione».

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