Alessandro Romano titolare, Daniel Maldini dal 65’. Italia-Belgio di venerdì 25 settembre non è stata certo una bella pagina per la Nazionale, con la pesante sconfitta per 0-2 nel debutto in Nations League, ma dal match dell’Olimpico il Cagliari ha visto aumentare in maniera significativa il suo contributo come giocatori portati dalla maglia rossoblù a quella azzurra, passando da 22 a 24. E dieci giorni dopo, lunedì 5 ottobre, è andata decisamente meglio: entrambi dall’inizio e in campo per 90’ contro la Turchia, con Romano che ha servito a Francesco Pio Esposito l’assist del definitivo 3-1. Il centrocampista nato in Svizzera, naturalizzato dopo una lunga discussione con la federazione elvetica, e il figlio d’arte sono rispettivamente il secondo e terzo del 2026, visto che Marco Palestra aveva aperto il conto di quest’anno con due presenze nei playoff (sfortunati) di qualificazione ai Mondiali di marzo. Mentre non ce l’ha – per ora – fatta Elia Caprile, convocato ma senza andare nemmeno in panchina.

Daniel Maldini in Italia-Turchia (foto Ansa)

La storia dei giocatori del Cagliari convocati dall’Italia comincia con il nome più illustre di tutti: Gigi Riva. Il Mito debutta in azzurro il 27 giugno 1965, in una sconfitta per 2-1 in amichevole contro l’Ungheria, e poco più di due anni dopo (1 novembre 1967) segna per la prima volta. Non in un modo qualunque: una tripletta, nel 5-0 contro Cipro a Cosenza. I suoi gol totali in Nazionale sono 35 in appena 42 presenze, un record storico che dopo oltre mezzo secolo nessuno è ancora riuscito anche soltanto ad avvicinare. Il secondo è Giuseppe Meazza con 33, per trovare un giocatore attualmente in attività bisogna scendere di molto e arrivare al venticinquesimo posto, con i 13 di Moise Kean.

Gigi Riva e Gianni Rivera dopo il gol del 4-3 dell'Italia sulla Germania Ovest nella semifinale dei Mondiali del 1970 in Messico (foto Ansa)

Riva ha “dato” alla Nazionale entrambe le gambe, la sinistra nel 1967 con la frattura del perone in uno scontro con il portiere portoghese Américo Lopes e la destra nel 1970 complice un’entrata killer del difensore austriaco Norbert Hof, ma ha soprattutto lasciato un segno indelebile. Suo uno dei due gol nella ripetizione della finale degli Europei vinti nel 1968 contro la Jugoslavia, e suo il momentaneo 3-2 (al 104’) negli epici tempi supplementari della semifinale dei Mondiali del 1970 contro la Germania Ovest, all’Estadio Azteca. In Messico, pochi mesi dopo lo storico scudetto, ci sono anche Enrico Albertosi (16 presenze su 34 quando era a Cagliari) in porta, poi Pierluigi Cera (18 su 18), Comunardo Niccolai (3 su 3), Angelo Domenghini (15 su 33) e Bobo Gori (3 su 3). Un vero e proprio “blocco rossoblù”, con sei convocati su 22 (alla pari dell’Inter).

Roberto Boninsegna con la maglia del Cagliari (archivio L'Unione Sarda)

Albertosi e Riva vengono chiamati anche per i Mondiali del 1974, in Germania Ovest, ma il portiere nel frattempo era diventato la riserva di Dino Zoff e non gioca neanche un minuto. Il primo giocatore del Cagliari in assoluto chiamato per la Coppa del Mondo è stato Francesco Rizzo nel 1966, in Inghilterra, anno in cui aveva anche collezionato le sue uniche presenze (in amichevole, non nel torneo iridato, è il primo che segna in una doppietta alla Bulgaria). E sul finire degli anni Sessanta, i rossoblù avevano portato in Nazionale anche Roberto Boninsegna, autore del gol nella finale del 1970 contro il Brasile: lì, però, era già da un anno dell’Inter, dalla Sardegna era partito nel 1967 per debuttare in un 2-2 contro la Svizzera.

Franco Selvaggi (a sinistra) con Paolo Rossi al Bernabéu dopo la vittoria dei Mondiali del 1982 contro l'Italia (archivio)

È Franco Selvaggi l’unico giocatore del Cagliari che i Mondiali li ha vinti mentre era in Sardegna. Il titolo lo conquista nella memorabile spedizione in Spagna, dove Enzo Bearzot lo preferisce al capocannoniere della Serie A 81-82 Roberto Pruzzo. L’attaccante totalizza tre presenze nel 1981, nella sua seconda e ultima stagione in rossoblù prima di passare al Torino, al Mondiale non gioca mai ma è comunque a pieno titolo Campione del Mondo. E dopo di lui, curiosamente, devono passare oltre vent’anni prima di rivedere un “cagliaritano” convocato: prima Mauro Esposito, a ottobre 2004 per una partita con la Slovenia (sei presenze totali), poi Antonio Langella per tre volte nel 2005. Quest’ultimo debutta in Italia-Russia il 9 febbraio 2005, l’amichevole giocata al Sant’Elia e dove viene ritirata la maglia numero 11 del Cagliari, diventata “per sempre” di Gigi Riva che il giorno è presente anche come team manager della Nazionale. Ruolo – fondamentale fuori dal campo – ricoperto anche nel 2006, ai Mondiali vinti in Germania.

Mauro Esposito e Antonio Langella in Italia-Russia a Cagliari nel 2005 (foto Max Solinas)

Nel periodo recente, nessuno è ancora arrivato in doppia cifra di presenze in Nazionale quando era a Cagliari. Federico Marchetti ha giocato otto volte (su 11), Davide Astori sette su 14 (con un gol, nella finale per il terzo posto di Confederations Cup contro l’Uruguay del 30 giugno 2013, il primo di un rossoblù 40 anni dopo Riva). Tre per Maldini (su nove) e Romano (su tre). A due ci sono Davide Biondini, Andrea Cossu (che sfiorò i Mondiali del 2010), Alessio Cragno, Pasquale Foggia (su tre complessive) e il già citato Palestra. Una sola per João Pedro, nel dimenticabile finale con la Macedonia del Nord del 2022, Marco Sau, il 31 maggio 2013 contro San Marino in amichevole, e Leonardo Pavoletti, con gol il 26 marzo 2019 contro il Liechtenstein.

Nicolò Barella in Italia-Turchia di Nations League (foto Ansa)

Infine c’è Nicolò Barella, che aveva cominciato la sua esperienza con l’Italia quando era a Cagliari: le sue prime sette presenze in azzurro, coi gol (consecutivi) contro Finlandia e Grecia. Quest’ultimo, l’8 giugno 2019 ad Atene, è l’ultimo dei 43 realizzati da un giocatore del Cagliari con la Nazionale (in 153 presenze complessive). Maldini e Romano, il 5 ottobre 2026 in Italia-Belgio, hanno interrotto una statistica: la precedente volta che due rossoblù avevano giocato assieme risaliva al 5 giugno 2010, amichevole con la Svizzera con Cossu e Marchetti titolari (ma solo il secondo giocò 90’). Ora si attende di nuovo un gol.

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