Mafia cinese in Sardegna, dai centri benessere al traffico di Shaboo
Sequestro di droga, prostituzione ed evasione fiscale i principali reati perseguiti nell’IsolaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Mafia cinese: chi sono, da dove vengono e come operano in Italia
Quando si parla di “mafia cinese” si fa riferimento a un insieme di organizzazioni criminali attive a livello internazionale, molto diverse tra loro e lontane dall’immagine tradizionale delle mafie italiane. Non esiste infatti un’unica struttura centrale, ma una galassia di gruppi che operano in modo flessibile, spesso all’interno delle comunità cinesi presenti nei vari Paesi.
Le origini: dalle società segrete alle reti criminali globali
Le organizzazioni criminali cinesi più antiche sono le Triadi, nate tra il XVII e il XVIII secolo nella Cina meridionale. In origine erano società segrete con finalità politiche, religiose e mutualistiche, talvolta impegnate nella resistenza contro il potere imperiale. Con il passare del tempo e il progressivo indebolimento delle istituzioni statali, molte di queste confraternite si sono trasformate in gruppi criminali veri e propri. Accanto alle Triadi storiche, oggi operano formazioni più moderne e meno ideologiche. Si tratta di reti criminali orientate esclusivamente al profitto, prive di una rigida gerarchia e capaci di adattarsi rapidamente ai contesti economici in cui si inseriscono. Il loro funzionamento si basa soprattutto su legami familiari, di provenienza geografica e linguistica, che rafforzano la fiducia interna e rendono difficile l’infiltrazione da parte delle forze dell’ordine. Rispetto alle mafie tradizionali, queste organizzazioni puntano meno sul controllo violento del territorio e più sulla gestione degli affari. La discrezione è uno dei loro punti di forza: evitare l’attenzione mediatica e giudiziaria è spesso una strategia deliberata.
L’arrivo in Italia e il radicamento sul territorio
La presenza della criminalità organizzata cinese in Italia è strettamente collegata ai flussi migratori iniziati negli anni Ottanta e intensificatisi negli anni Novanta. L’Italia diventa una meta attrattiva per motivi economici e logistici, soprattutto per migranti provenienti dalla provincia dello Zhejiang. Le prime aree di insediamento sono le grandi città e i distretti produttivi: Prato, Milano, Roma, Firenze, Bologna, Napoli. In questi contesti nascono e crescono comunità numerose, spesso chiuse e autosufficienti, all’interno delle quali le organizzazioni criminali riescono a mimetizzarsi facilmente. Il radicamento avviene in modo silenzioso. Non ci sono segnali evidenti di dominio mafioso, ma un’infiltrazione graduale nell’economia locale. Le attività illegali si intrecciano con quelle lecite, rendendo difficile distinguere tra imprenditoria irregolare e criminalità organizzata. Prato, in particolare, diventa uno dei casi più studiati per la concentrazione di aziende tessili e per l’intreccio tra produzione, sfruttamento del lavoro e flussi di denaro.
I principali reati e le attività criminali
La mafia cinese in Italia è fortemente orientata ai reati economici. Tra le attività più diffuse figurano l’evasione fiscale, il riciclaggio di denaro, la contraffazione di marchi, la prostituzione, il traffico di merci e lo sfruttamento della manodopera, spesso all’interno di laboratori clandestini. In passato ha avuto un ruolo rilevante anche il favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, con sistemi di viaggio illegali che indebitavano i migranti e li rendevano facilmente ricattabili. La violenza esiste, ma è generalmente limitata a conflitti interni tra gruppi rivali e raramente coinvolge l’esterno.
Criminalità cinese in Sardegna
Dal 2000 al 2025 la Sardegna non è stata teatro di una presenza strutturata di “mafia cinese” paragonabile a quella di altre regioni italiane, ma non sono mancate operazioni delle forze dell’ordine legate alla criminalità di origine cinese. Le indagini si sono concentrate soprattutto su:
- traffico di droga, in particolare la Shaboo una metanfetamina molto forte.
- prostituzione, esercitata nei centri massaggio
- immigrazione clandestina
- evasione fiscale,
- riciclaggio e società fantasma, con collegamenti tra l’isola e il resto d’Italia.
2009- Olbia (contraffazione/prodotti non sicuri): denuncia a carico di una commerciante cinese per articoli contraffatti e prodotti sanitari non sicuri. Sestu (maxi sequestro in “ipermercato cinese”): sequestro/controlli con invio di informative a enti locali
2011- Olbia porto (frode alimentare / prodotti scaduti e senza etichettatura): maxi sequestro di prodotti alimentari “cinesi” diretti al sud Sardegna
2012- Cagliari (marchi UE falsi / merce “dannosa”): sequestro di merce con marchi UE falsi in capannoni.
2013- Cagliari (centri benessere/“falsi centri” con prestazioni sessuali): sequestro e chiusura di centri massaggi e contestazioni per sfruttamento prostituzione; attività “benessere” usata come copertura.
2016- Shaboo in Sardegna (metanfetamina): segnalazione di sequestri/indagini; citato un controllo GdF a Elmas su un soggetto che portava shaboo nell’isola.
2018- Sestu (maxi sequestro contraffazione/merce pericolosa): sequestro di grandi quantità di articoli non conformi/contraffatti (valore stimato milioni).
2021- Immigrazione clandestina (Cagliari, filone “veliero”): indagine su immigrazione clandestina in cui vengono citati anche arrivi di cittadini cinesi (oltre ad altre nazionalità).
2022- Cagliari (centri massaggi): chiusura di due centri e denunce per sfruttamento della prostituzione.
2023- Cagliari (casa di appuntamenti in appartamento): sequestrata una casa di appuntamenti e ricostruito un giro di prostituzione di donne cinesi.
2024- Cagliari (frode carosello/fatture false): eseguito decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP di Cagliari per oltre 500mila euro a carico di società e rappresentante legale di origini cinesi. Cagliari (false fatture/Sequestro 2,5 milioni): articolo su sequestro preventivo disposto dal GIP (valore circa 2,5 milioni) nell’ambito di ipotesi di false fatturazioni.
2025- Gennaio (Cagliari, frode IVA / false fatture): sequestro (GIP Cagliari) per circa 100mila euro in un filone di frode sull’IVA/false fatture.
Giugno (Oristano/Sassari, “imprese fantasma” e fatture false): ricostruito dalla GdF un sistema di “cartiere” con fatture false, complessivamente 25 milioni di fatture e di IVA evasa.
Luglio (Cagliari, traffico droga): arresti e sequestro di metanfetamina (ipotesi shaboo) con indagati cinesi (uno residente a Prato, uno nel Cagliaritano).
Ottobre (Cagliari, via Sassari – centro massaggi/casa appuntamenti): denunce per sfruttamento prostituzione e immigrazione clandestina.
