Il padre ucciso, la palazzina “rubata” da spacciatori e prostitute: odissea per tre cagliaritani
I figli di Venerato Sardu non riescono a tornare in possesso dell’immobile di via Ogliastra nonostante denunce e segnalazioniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Benvenuti nel palazzo dell’illegalità. In via Ogliastra, quartiere cagliaritano di Is Mirrionis a due passi dall’ingresso dell’ospedale Santissima Trinità, c’è un edificio occupato abusivamente e trasformato in covo per lo spaccio e lo sfruttamento della prostituzione. Una palazzina sottratta ai legittimi proprietari che oltre a combattere una battaglia da diversi anni devono convivere con un enorme dolore: il 16 febbraio 2023 è stato ucciso Venerato Sardu, 75 anni, nella sua casa da un inquilino irregolare, poi condannato poi a trent’anni per omicidio. E loro, i tre figli, non riescono a rientrare in possesso della palazzina nonostante denunce, richieste di intervento delle forze dell’ordine, petizioni e gli articoli di stampa. Un simbolo di illegalità confermato anche dall’aggressione, lo scorso 25 febbraio, della troupe televisiva di Rete 4 di Fuori dal Coro, proprio da parte di due occupanti abusivi.
Così nonostante le leggi che dovrebbero tutelare i proprietari di un edificio privato, Isabel Sardu, con la sorella Daniela e il fratello Renzo, non riescono a trovare giustizia per loro e per loro padre. Da tre anni sembrano entrati in un tunnel da cui non riescono a uscire. C’è chi nonostante decreti di sfratto resta arroccato nell’appartamento. C’è chi riesce a rientrare nelle altre abitazioni buttando giù muri o creando dei varchi. E c’è chi ha raggiunto e occupato anche la casa che era di Venerato Sardu, profanando un luogo che nemmeno i figli avevano avuto il coraggio di rivedere dopo l’omicidio del loro padre. E sistemare grate nelle finestre e murare le porte d’ingresso non è servito. Perché gli abusivi, anche per portare avanti le loro attività illegali (denunciate e denunciate più volte alle forze dell’ordine), buttano giù tutto, arrivando a creare dei varchi nei muri pur di continuare a utilizzare quel palazzo.
I tre figli di Sardu sono stanchi. «Abbiamo messo anche le grate in ferro nelle finestre. Così per entrare hanno sfondato il muro esterno che dà sul giardino interno, trasformato in una gigantesca discarica, e da un bagno di un appartamento hanno creato un ulteriore buco nella parete per occupare la casa che era di nostro padre», ha raccontato con tanto di video Isabel Sardu. Con un paradosso: quando è andata a verificare se l’incursione fosse vera, ha trovato una delle occupanti proprio in bagno e che si è lamentata della sua presenza.
L’edificio insomma è terra di conquista di una serie di balordi. Le siringhe sparse ovunque sono la testimonianza della presenza di tossicodipendenti ma anche di spacciatori. E poi c’è chi usa le abitazioni per portare avanti un giro di prostituzione. Dentro e fuori, rifiuti di qualsiasi tipo. I tre figli dell’uomo ucciso nel 2023 hanno chiesto aiuto più volte: vorrebbero semplicemente riavere il pieno controllo del palazzo. Denunce e petizioni (sono state raccolte più di mille firme degli abitanti della zona che vivono disagi e problemi dovuti proprio alla presenza di queste persone che creano anche disordini nel rione) sembrano però cadute nel vuoto.
«Tre anni sono tanti e siamo stanchi», ha detto ancora Isabel Sardu. «Il 16 febbraio è stato il terzo anniversario del ritrovamento del corpo di nostro padre. Il caso ha voluto che avessi un appuntamento con un potenziale acquirente di una casa. Ma purtroppo quanto accade nella palazzina di via Ogliastra supera ogni possibile fantasia. Ho trovato il muro esterno che dà sul giardino interno, e risparmio le condizioni di questo piccolo spazio verde, sfondato».
Una situazione insostenibile e che va avanti davvero da troppo tempo. Poco dopo l’omicidio la Polizia aveva effettuato anche un’operazione antidroga arrestando due persone proprio nella palazzina. Ci sono state anche delle perquisizioni, ma non è cambiato niente. E si è arrivati anche all’aggressione recente della troupe televisiva di Mediaset, del programma di Rete 4, Fuori dal Coro, da parte di due abusivi: prima il lancio di oggetti, poi il tentativo di danneggiare una telecamere. Il giornalista e gli operatori hanno così chiamato i carabinieri. Sono arrivate tre pattuglie del nucleo radiomobile della compagnia e la strada è stata chiusa al traffico. I due abusivi hanno invece chiesto l’intervento del 118 perché non si sarebbero sentiti bene, accusando un malore. Solo l’ultimo caso di una vicenda che ha dell’assurdo.
