Liste d’attesa, cure private e costi pesanti
Nel 2025 circa 400mila sardi hanno rinunciato alla salute, mentre in 43mila hanno chiesto un prestito per sostenere spese medichePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Tempi medi di attesa che sfiorano i 90 giorni (a livello nazionale) e pesanti costi di accesso alla sanità privata, in media 325 euro a prestazione. Nel 2025 circa 26 milioni di italiani hanno fatto una visita specialistica o un esame a pagamento, mentre 13,6 milioni hanno dovuto rinunciare alle cure.
Lo riporta Facile.it, che ha commissionato un’indagine all’istituto di ricerca mUp Research*.
Per quanto riguarda la Sardegna, lo scorso anno 400.000 pazienti hanno rinunciato a curarsi per ragioni economiche o per i tempi d’attesa troppo lunghi. E questo è il dato più allarmante di «un quadro che ha posto l’attenzione anche sul fenomeno delle “liste d’attesa chiuse”, cioè l’assenza di disponibilità per prenotare la prestazione richiesta, con cui ha dichiarato di aver dovuto fare i conti, almeno una volta, quasi 3 pazienti su 4».
Così, tanti cittadini sono costretti a spostarsi verso la sanità privata: nel 2025 ben il 78% dei pazienti ha fatto ricorso, almeno una volta, al regime di solvenza. Con costi non trascurabili: la spesa media per ciascuna prestazione presso una struttura privata è stato di quasi 185 euro.
Sono invece quasi 43.000 i pazienti che, pur di non rinunciare a curarsi o, comunque, per non appesantire troppo il budget familiare, hanno chiesto un prestito a finanziarie, amici o parenti.
«Il credito al consumo è uno strumento importante che può aiutare le famiglie ad affrontare con maggiore serenità alcune spese rilevanti, e magari impreviste, come quelle per le cure mediche quando ci si rivolge alla sanità privata», spiegano gli esperti di Facile.it. «Dilazionare il pagamento consente di alleggerire l’impatto sui budget mensili senza dover rimandare, o peggio rinunciare, a visite, esami o cure per patologie che, se trascurate, potrebbero peggiorare».
Secondo l’osservatorio congiunto Facile.it – Prestiti.it, che ha analizzato il fenomeno della richiesta di prestiti personali per spese mediche in Sardegna, questi hanno rappresentato il 4,3% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda ha cercato di ottenere, in media, 5.776 euro, pari ad una rata media di 124 euro da restituire in 55 volte.
Analizzando il profilo dei richiedenti, chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente poco meno di 48 anni, valore alto se confrontato con quello in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Sardegna (quasi 45 anni). Nel 47% dei casi a presentare domanda di finanziamento è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Sardegna, dove la quota femminile si ferma al 33%.
A livello nazionale, circa 1,7 milioni di persone hanno chiesto un prestito a società finanziarie per sostenere spese mediche. Nel corso dell’ultimo anno sono stati erogati circa 1,4 miliardi di euro, ma l’importo complessivo è superiore se si aggiungono anche i prestiti finalizzati chiesti direttamente presso le strutture sanitarie, o quelli ricevuti da amici e parenti.
Nel 2025 - si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale - Il tempo medio di attesa per una prestazione sanitaria erogata da una struttura pubblica è stato pari a 87 giorni (91 nel Meridione) valore che scende a 18 se ci si reca in una privata, questa volta senza grandi differenze territoriali.
Non mancano significative differenze a seconda dell’area medica, ad esempio, si arriva a 116 giorni di attesa per una prestazione oculistica in struttura pubblica (contro i 15 giorni nel privato), e a 118 giorni di attesa per una prestazione dermatologica (25 nel privato).
La spesa media per ciascuna prestazione svolta in regime di solvenza è stata di 325 euro, ma si va da una media di 102 euro per gli esami del sangue ad oltre 700 euro per l’odontoiatria.
Uno dei dati più preoccupanti emersi dall’indagine è quello dei pazienti che hanno rinunciato ad una o più cure mediche; nel 2025, circa 13,6 milioni di italiani. Si tende con più frequenza a saltare visite specialistiche (80%), ma anche esami (52%) e addirittura interventi chirurgici (16%). Le ragioni principali per cui si rinuncia sono i tempi di attesa (63%) e i costi della sanità privata (62%).
