Le famiglie sarde continuano a stringere la cinghia. Nel 2025 i consumi di beni durevoli restano sostanzialmente fermi, confermando un clima di prudenza che ormai caratterizza da tempo le scelte di spesa nell'isola. A sostenere il mercato sono quasi esclusivamente le auto usate e gli elettrodomestici, mentre arretrano gli acquisti più impegnativi, dalle automobili nuove ai mobili. Un quadro che racconta di bilanci familiari ancora sotto pressione, nei quali ogni investimento viene valutato con attenzione e le spese considerate rinviabili finiscono inevitabilmente per slittare.

I numeri

I dati della 32ª edizione dell'Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic fotografano una Sardegna che riesce a contenere meglio di altre regioni gli effetti del rallentamento nazionale, ma che non riesce ancora a tornare a crescere. La spesa complessiva per beni durevoli si è attestata a 1 miliardo e 654 milioni di euro, in calo dello 0,8% rispetto al 2024. Un risultato migliore della media italiana, dove la contrazione è stata del 2,1%, ma che conferma una sostanziale stagnazione della domanda interna. Anche la spesa media per famiglia, pari a 2.212 euro, registra una flessione dello 0,8%, collocando l'isola al quindicesimo posto tra le regioni italiane.

La fotografia restituisce una regione in cui i consumi non crollano, ma restano bloccati. Le famiglie non hanno smesso di acquistare, hanno però cambiato profondamente le proprie priorità. L'incertezza economica, il peso dell'inflazione accumulata negli ultimi anni e la necessità di preservare il potere d'acquisto spingono a privilegiare beni utili e meno costosi, rinunciando invece agli investimenti più onerosi.

Le eccezioni

L'esempio più evidente arriva dal comparto automobilistico. Le auto nuove continuano a perdere appeal: nel 2025 la spesa si ferma a 299 milioni di euro, con una flessione del 7,2%. Al contrario cresce il mercato dell'usato, che raggiunge i 588 milioni di euro e aumenta del 2%, una delle migliori performance registrate a livello nazionale. È il segnale di un cambiamento ormai consolidato: davanti ai prezzi elevati delle vetture nuove e ai costi del credito ancora significativi, molte famiglie preferiscono orientarsi su un veicolo di seconda mano, considerato una scelta economicamente più sostenibile.

Un comportamento analogo emerge anche all'interno della casa. Gli elettrodomestici sono tra i pochi comparti in crescita e raggiungono i 141 milioni di euro, con un incremento del 4%. Si tratta soprattutto di acquisti legati alla sostituzione di apparecchi indispensabili più che a un ampliamento dei consumi. Crescono anche l'information technology (+2,6%, per un valore di 43 milioni di euro) e la telefonia (+1,1%, fino a 148 milioni), comparti ormai considerati essenziali nella vita quotidiana, nello studio e nel lavoro.

In crisi

Segno opposto, invece, per le categorie che richiedono una disponibilità economica maggiore. I mobili arretrano del 2,5%, fermandosi a 355 milioni di euro, mentre l'elettronica di consumo scende del 2,4% a 36 milioni. Anche i motoveicoli perdono terreno (-1%), confermando come le famiglie tendano a rinviare tutti quegli acquisti che non risultano strettamente necessari.

Il quadro provinciale conferma questa tendenza. Cagliari rimane il principale mercato dell'isola con 496 milioni di euro di spesa, ma registra una contrazione dell'1,4%. Le auto nuove perdono il 6,4%, mentre l'usato cresce dello 0,6%. Sassari segue a brevissima distanza con 494 milioni di euro e limita il calo allo 0,6%, distinguendosi soprattutto per il buon andamento dell'information technology (+4,8%), tra le migliori performance provinciali italiane.

I territori

Nel Sud Sardegna la spesa complessiva cala appena dello 0,5%, ma il dato più significativo è rappresentato dall'aumento del 3% nelle auto usate, una delle crescite più elevate del Paese. Più marcata invece la flessione dei mobili (-4,5%), che evidenzia come gli investimenti per la casa continuino a essere rimandati.

L'eccezione arriva da Nuoro, unica provincia italiana a chiudere il 2025 con un incremento della spesa nei beni durevoli (+0,5%). Un risultato costruito soprattutto sulla crescita delle auto usate (+4,6%) e degli elettrodomestici (+5,6%), mentre anche qui le auto nuove registrano un deciso arretramento (-11,8%). All'opposto, Oristano chiude l'anno con il peggior risultato regionale (-2%), penalizzata soprattutto dal crollo delle auto nuove (-18%) e dei motoveicoli (-21,6%).

«In Sardegna la spesa complessiva per beni durevoli cala appena dello 0,8%, con una dinamica nettamente migliore della media italiana», osserva Claudio Bardazzi, responsabile dell'Osservatorio Findomestic. «La crescita delle auto usate, degli elettrodomestici, dell'information technology e della telefonia dice che le famiglie continuano a spendere, ma selezionano con più attenzione i capitoli di acquisto».

È probabilmente questa la chiave di lettura più significativa dei dati. Più che una ripresa dei consumi, la Sardegna mostra la capacità delle famiglie di adattarsi a un contesto economico ancora incerto. Si continua a spendere quando l'acquisto è necessario o può consentire un risparmio, mentre vengono rinviati tutti gli investimenti che possono attendere. Una strategia di prudenza che evita un crollo della domanda, ma che allo stesso tempo conferma come la fiducia dei consumatori resti debole e come la ripartenza dei consumi sia ancora lontana.

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