La campionessa Terry Gordini: «Boxando ho imparato a superare il dolore»
La campionessa ha incontrato gli studenti Liceo “Paglietti”Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Il pugilato è uno di quegli sport che ti fa andare un po' contro natura, ovvero ti mette davanti alla consapevolezza, per non dire già alla certezza, che potresti affrontare il dolore, la prima vera difficoltà per cui devi avere più strumenti possibili per affrontarle, mettendo insieme cuore e cervello. Boxando s’impara a qualsiasi età, s’impara che puoi trovarti alle corde sul ring come nella vita e che non è mai finita fino a che non suona il gong».
Il ring come una scuola per affrontare le sfide quotidiane, la boxe che insegna a rialzarsi dopo ogni caduta, a gestire la paura, anche quella dei grandi campioni come la ultramedagliata Terry Gordini, originaria di Ravenna, ambassador e consigliere della Federazione pugilistica italiana, protagonista questa mattina dell’incontro con gli studenti del Liceo scientifico sportivo “Mario Paglietti” di Porto Torres. L’iniziativa “Incontro col campione”, si inserisce nel progetto “Boxando si impara” realizzato dall’Istituto di istruzione superiore in collaborazione con l’Asd Boxing Club Alberto Mura attraverso il tecnico sportivo Isidoro Tinteri, il presidente dell’associazione sportiva Luciano Mura e il direttore sportivo Tonino Solinas. Erano presenti anche il dirigente scolastico Daniele Taras e il presidente della commissione Sport, Antonello Cabitta. L’ Ambassador Terry Gordini è una pugile dilettante italiana (flyweight/54 kg) con una lunga carriera azzurra (2005-2016), nota per aver vinto la medaglia d'argento ai campionati mondiali Aiba 2012. È stata pluricampionessa italiana – 4 volte medaglia d’oro- e capitano della nazionale italiana elite. Nel suo palmares 115 incontri totali, con 84 vittorie, 22 sconfitte e 8 pareggi. Per Terry Gordini la boxe è una potente metafora di vita che insegna disciplina, resilienza e controllo emotivo ma soprattutto sacrificio.
«Questa è una forma d’amore per se stessi, - dice - per scoprire e consolidare il proprio talento, che aiuta a conoscere la propria autostima». Il pugilato ha insegnato alla campionessa «che la fatica non esiste, una sorta di invenzione umana o demone per rinunciare ai propri sogni, per cui la stanchezza è unicamente l’assenza di motivazione: siamo padroni del nostro destino e custodi della nostra anima». Il suo vero maestro è stato suo padre Meo, ma la passione, la grinta e la dedizione erano elementi della sua forza. Anni di soddisfazioni in cui è riuscita a combattere contro le discriminazioni sulle donne.
«In Italia il pugilato femminile è diventato legale nel 2001, e ancora oggi la parità non è stata raggiunta, ma sono stata una delle prime donne a vincere nella boxe. Boxando ho imparato a confrontarmi con me stessa, con le mie paure, i miei limiti, ma poi mi ha insegnato ad affrontarli, a superarle con energia e forza».
