Non c’è festa che tenga. Pur con il tavolo imbandito da medaglie e altri riconoscimenti, l’Amsicora ha giocato ieri l’ultima partita di campionato come fosse quella decisiva, quasi dimenticando che lo scudetto lo aveva matematicamente vinto tre settimane fa. E l’HP Milano, già salvo e quinto nella classifica finale, è stato travolto con un tennistico 6-0. Gutierrez e Di Mauro hanno aperto le marcature nel primo quarto, Gallino e Khilko hanno segnato nella seconda frazione, la cornice finale è stata opera di Fiorelli e ancora Gallino. Dopo il fischio finale è finalmente iniziata una lunga giornata di festa, a cominciare dalla premiazione ufficiale voluta dalla Federazione e affidata al presidente del comitato regionale Gianfranco Salaris.  Presenti il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, il presidente del Coni Regionale Bruno Perra, il presidente del consiglio comunale Marco Benucci. Nel pomeriggio il giro della città a bordo di un bus scoperto.

Per l’Amsicora è lo scudetto numero undici, il terzo consecutivo, vinto con tre giornate di anticipo. Un campionato praticamente senza storia. Giulia Stagno è la capitana dell’Amsicora. “Siamo partite con una squadra nuova, non era scontato fare il tris. Invece tutte si sono integrate alla perfezione, lo spirito di gruppo ha fatto la differenza.”

I due coach, Maryna Khilko (leader anche in campo) e Marcello Manca non perdono l’abitudine agli scudetti. Per Khilko è il sesto scudetto, Manca ne conta sette da portiere dell’Amsicora e questo è il primo sulla panchina.

Durante i festeggiamenti un pensiero è andato a Cecilia Pastor, numero uno amsicorina, tornata in Argentina perché colpita da un lutto. Un premio è stato consegnato a Maryna Vynohradova, la fuoriclasse ucraina che da venti anni veste la maglia dell’Amsicora e che ha confermato il suo ritiro dai campi di gioco. Ritiro annunciato all’inizio della stagione, dove ha comunque totalizzato due presenze.

È stato uno scudetto inaspettato per la velocità con cui è stato vinto – ha detto Maryna Khilko. Possiamo stare certi che anche l’anno prossimo ci riproveremo.” E le avversarie dovranno ancora aspettare di vivere un momento di gloria.

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