Via all’Eurovision: quando canta Sal Da Vinci, le polemiche su Israele e i favoriti
Semifinali stasera e giovedì, sabato a Vienna l’ultimo appuntamento e il vincitore della 70esima edizioneUn enorme palcoscenico in cui musica, identità e innovazione si intrecciano in uno spettacolo unico. Torna l’Eurovision Song Contest e la kermesse non sportiva più seguita del mondo, in grado di sfornare fenomeni globali dagli Abba a Céline Dion passando per i nostri Maneskin, si prepara a festeggiare settant’anni. E stavolta l’Italia si giocherà il suo nono piazzamento consecutivo in Top 10 con Sal Da Vinci.
Le date
Dopo la vittoria dell’Austria a Basilea nel 2025 con “Wasted Love” di JJ, sarà per la terza volta Vienna a ospitare l’enorme evento musicale, con le due semifinali che si terranno stasera e giovedì (in diretta su Rai 2) e la finalissima sabato (Rai 1). Alla conduzione italiana torna Gabriele Corsi ed esordisce Elettra Lamborghini, mentre Maria Sole Pollio sarà portavoce del voto della giuria italiana.
La gara
Trentacinque i Paesi in gara alla Wiener Stadthalle, con 95 mila biglietti venduti (il 42 per cento acquistato da pubblico internazionale). Il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo canterà già stasera (sarà settimo in scaletta) ma come da tradizione non sarà in gara in quanto rappresentante dell’Italia che, assieme a Germania, Regno Unito, Francia e Spagna, è tra le Big Five (primi sostenitori della kermesse) e dunque finalista di diritto. Così come quest’anno l’Austria, Paese ospitante e vincitore in carica.
La polemica
Quest’anno però la Spagna non ci sarà: Madrid ha deciso di ritirare la propria delegazione in protesta per la partecipazione di Israele, così come hanno fatto Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda. Alta tensione dunque anche quest’anno ma meno fischi alla sfilata d’inaugurazione per Noam Bettan, il concorrente israeliano, come invece era accaduto a Basilea lo scorso anno a Yuval Raphael, cantautrice e sopravvissuta all’attacco di Hamas del 7 ottobre.
«Il mio sogno»
Sal Da Vinci, figlio d’arte, cresciuto a pane e teatro, porterà sul piatto la tradizione partenopea: una carta più competitiva del previsto in una kermesse che negli ultimi anni ha dimostrato di apprezzare le performance più autentiche. Essere a 57 anni uno degli artisti più maturi in gara non lo spaventa, anzi: «Per me arrivare all'Eurovision, a 50 anni dalla prima volta che sono salito su un palco, è un sogno. Voglio cantare per quelli che non hanno realizzato i loro sogni, per quelli come me che vengono dal basso e hanno faticato. Io sono un operaio, un ambulante della musica, un venditore ambulante di sentimenti». Sa di arrivare in Austria forte dei 36 milioni di stream sulle piattaforme per il brano "Per Sempre sì", che fanno di lui l'artista più cliccato in assoluto. Il suo segreto: il fascino incredibile che Napoli, oggi, una delle città italiane culturalmente più riconoscibili nel mondo, esercita all'estero.
Il podio
Con lo spoiler delle prove alla Wiener Stadthalle – un'esibizione, curata dal coreografo Marcello Sacchetta, che si articola in quattro atti ispirati al mondo del teatro e ruota attorno al tema del matrimonio – Sal Da Vinci ha scalato la classifica dei bookmakers: l’Italia resta saldamente in corsa per la Top 10 ma, con una quota a 3,00, ha buone chance anche per una ipotetica Top 3. Molto forte la Finlandia con la coppia formata da Linda Lampenius e Pete Parkkonen, il cui arrivo nelle prime tre posizioni è dato a 1,50, ma anche il danese Soren Torpegaard a 2,75. E occhio al giovane cantante greco Akylas.
Gli altri
Non solo Sal Da Vinci, la presenza italiana tra radici e origini sarà molto ampia. In gara per San Marino ci sarà Senhit con “Superstar”: nata e cresciuta a Bologna da famiglia eritrea, sarà accompagnata da Boy George. Tra i legami italiani ci sono anche Sarah Engels, per la Germania, con radici siciliane; Veronica Fusaro, svizzera di nascita ma italiana da parte di padre; e Leléka (Ucraina), che ha collaborato con il compositore Stefano Lentini.