Che sia un’annata particolarmente fortunata per Robert Pattinson è ormai evidente agli occhi di tutti. La star britannica, che ha conosciuto la fama planetaria con il personaggio di Edward Cullen nella serie cinematografica di «Twilight», ha imparato presto a distanziarsi dall’immagine pubblica del tenebroso vampiro, improntando la successiva parte della carriera a un respiro più autoriale e alla ricerca di ingaggi di spessore.

Dalle collaborazioni con maestri tra cui David Cronenberg in «Cosmopolis» e «Maps of the Stars» e Werner Herzog in «Queen of the Desert», Pattinson ha saputo ugualmente distinguersi in titoli come «The Lighthouse» di Robert Eggers, «Tenet» di Christopher Nolan e «Mickey 17» di Bong Joon-Ho, senza dimenticare il sensazionale esordio nei cinecomic con «The Batman» di Matt Reeves. Già solo nel corso dell’anno corrente, l’attore ha goduto di ben due apparizioni: nel controverso «The Drama» di Kristoffer Borgli e nel campione d’incassi «Odissea», destreggiandosi nei panni del superbo Antinoo.

In attesa di una chiusura dell’anno scoppiettante, che il prossimo 16 dicembre lo vedrà tra i protagonisti di «Dune 3», l’attore si prepara a debuttare il 25 settembre con «Primetime». Il thriller prodotto da A24 lo vedrà protagonista nei panni di Chris Hansen, personaggio noto al grande pubblico come conduttore del programma televisivo «To Catch a Predator», incentrato sulla ricerca e cattura di presunti criminali sessuali tramite operazioni sotto copertura. Esordio nel genere di Lance Oppenheim, dopo una carriera consolidata come regista di documentari, il titolo include nel cast anche nomi tra cui Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers.

Orientato a restituire fedelmente lo spirito dello show, apparso all’interno della trasmissione Dateline NBC e considerato tra i più dibattuti dell’intero palinsesto americano, «Primetime» punterà l’attenzione su una specifica puntata andata in onda nel 2006, quando Hansen promise uno scoop destinato a fare la storia del piccolo schermo. Come nelle puntate originali, troveremo il conduttore a stretto contatto con le forze dell’ordine per organizzare finti appuntamenti tra minori e potenziali aggressori, ripresi in segreto con le telecamere e infine colti di sorpresa con l’arresto.

A proposito dei contenuti divisivi presenti nel programma, l’episodio del 2006 al centro dell’adattamento è tristemente legato al ricordo di Bill Conradt, l’assistente procuratore della contea di Rockwall, in Texas, che si tolse la vita durante l’irruzione della polizia nel suo appartamento. Da quanto emerso, l’uomo avrebbe intrattenuto conversazioni online con un minorenne, che in realtà si sarebbe trattato di un adulto ingaggiato dal programma, senza tuttavia presentarsi al luogo dell’appuntamento stabilito per l’occasione. Lo sconcerto dell’opinione pubblica e le polemiche sui metodi adottati durante le indagini contribuirono ad alimentare le controversie intorno allo show, che avrebbe concluso il proprio ciclo l’anno successivo.

Ma anche di fronte a un anno così prolifico per la star, molti fan attendono con trepidazione il prossimo appuntamento al cinema dell’Uomo Pipistrello. Dopo l’ennesimo slittamento della data d’uscita al 2028, «The Batman 2», che vedrà nuovamente Pattinson nei panni dell’iconico supereroe e Matt Reeves dietro la cinepresa, è diventato oggetto fisso di discussione sui social, al punto da aver scatenato le teorie più improbabili da parte delle comunità online. Tra di esse, c’è chi sostiene addirittura che i ritardi siano dovuti ai lavori di Reeves condotti in parallelo sul secondo e sul terzo capitolo, così da evitare tempistiche ulteriormente lunghe prima di assistere alla conclusione della trilogia.

A placare gli animi è intervenuto, ancora una volta, James Gunn, co-responsabile del nuovo DC Universe, che, con un breve commento su Threads, ha affermato semplicemente: «Posso smentirlo». Una posizione tanto semplice quanto attendibile, che aiuta a chiarire come i ritardi di «The Batman 2» siano dovuti principalmente a questioni produttive e, implicitamente, al desiderio di realizzare il miglior sequel possibile.

Nel frattempo, a scherzare sull’effetto che Pattinson è capace di suscitare nelle vesti di Batman è la moglie Suki Waterhouse, apparsa lo scorso anno come ospite del podcast «And the Writer Is...». Accennando a quanto spesso la loro figlia abbia visto il padre con indosso il costume da supereroe durante le riprese di «The Batman 2», ha rivelato: «Adesso lo chiama Papà Batman, perché è sempre vestito così... e lo sarà per i prossimi sette mesi».

Dopotutto, sempre lo scorso anno, lo stesso Pattinson ha ammesso in un’intervista a Harper's Bazaar quanto la nascita della figlia gli abbia cambiato la vita: «Da quando è nata mia figlia ha completamente trasformato il mio modo di affrontare il lavoro. Il giorno dopo sei una persona diversa». E, sullo stesso tema, in un’altra intervista a GQ: «Sono molto più rilassato riguardo a tante cose. Quando è nata mi ha dato un'enorme quantità di energia».

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