Come i buoni pronostici delle ultime settimane avevano già fatto intendere, l’incredibile “Una battaglia dopo l’altra” non ha salutato la cerimonia dei Golden Globe a mani vuote. Lo scintillante ritorno al cinema di Paul Thomas Anderson ha trionfato nel corso della serata losangeliana, conquistando i premi per miglior film musical o commedia, miglior regista, miglior sceneggiatura e miglior attrice non protagonista, riconoscimento conferito a Teyana Taylor.

Tra le poche vittorie mancate resta quella di Leonardo DiCaprio, nominato come miglior attore protagonista, premio che è andato invece a Timothée Chalamet per il suo ruolo in “Marty Supreme”. Nel corso dell’evento, tuttavia, non sono certo mancate le attenzioni nei suoi confronti: l’apertura delle premiazioni ha visto infatti la comica Nikki Glaser destreggiarsi in un monologo che ha preso di mira proprio la star americana, alludendo ai suoi trascorsi sentimentali con le modelle e a uno stile di vita alquanto riservato.

Cominciando con alcune frecciatine sulla sua acconciatura, la Glaser ha affermato: “Leonardo DiCaprio è qui per un chignon dopo l'altro!” E, passando alla sua interpretazione nel film di Anderson, ha proseguito: “Quanto è stato bravo Leo in Una battaglia dopo l'altra? Voglio dire, è pazzesco, è così bravo. Che carriera hai avuto. Innumerevoli interpretazioni iconiche, hai lavorato con tutti i grandi registi, hai vinto tre Golden Globe e un Oscar. E la cosa più impressionante è che sei riuscito a realizzare tutto questo prima che la tua ragazza compisse 30 anni”.

Soffermandosi poi sulle poche informazioni che circolano sul suo conto, ha continuato a infierire dicendo: “Leo, scusami se ho fatto quella battuta, è di bassa lega! Voglio dire, ho cercato di non farlo, non sappiamo altro di te, amico. Non c'è nient'altro! Apriti! Dico sul serio. Ho cercato, ho cercato. Voglio dire, l'intervista più approfondita che hai rilasciato è stata sulla rivista Teen Beat nel 1991. Il tuo cibo preferito è ancora pasta, pasta e ancora pasta?”.

La star, pur lasciando trapelare un sottile nervosismo dietro al sorriso, sembra aver incassato le provocazioni con classe, come suggerito anche dalle sue reazioni nel corso dell’evento, che in breve tempo - diventando virali sui social - lo hanno incoronato nuovo re dei meme. Tra i vari commenti alle sue espressioni esilaranti e senza filtri, si legge su X: “Sto letteralmente ululando... è la volta in cui l'ho visto più animato in tutta la mia vita”. Un altro utente ha scritto: “Di solito (DiCaprio) non ci mostra assolutamente nulla, quindi vederlo così eccitato è davvero un momento storico”. E ancora: “Ne sono ossessionato. Sfacciato x 1000”.

Al di là della sua vena ilare e scherzosa, sappiamo bene quanto l’attore, oltre agli impegni che lo tengono in attivo sui set, si dedichi a sensibilizzare i fan sulla crisi climatica e - non meno - a interrogarsi sulla situazione attuale dell’industria cinematografica. In una recente intervista al The Times of London, DiCaprio ha espresso alcune considerazioni su quest’ultimo tema, lasciando trapelare non poche preoccupazioni per il futuro.

Sulla scarsa affluenza del pubblico in sala, ha affermato: “Mi chiedo se le persone abbiano ancora l'appetito per andare al cinema”. E, immaginando una realtà distopica dove le sale cinematografiche potrebbero diventare “dei silos, come i jazz bar”, ha aggiunto in proposito: “(il mondo del cinema) sta cambiando alla velocità della luce. Stiamo vivendo una transizione enorme. Prima i documentari sono scomparsi dalle sale. Ora i film drammatici restano in programmazione per pochissimo tempo e la gente aspetta di vederli in streaming. Spero solo che abbastanza visionari abbiano l'opportunità di fare cose uniche in futuro e che queste vengano viste al cinema”.

Non meno riflessioni gli suscita il tema dell’intelligenza artificiale, che ormai - come dichiarato in un’altra intervista a Time - non può essere scorporato da quello del cinema: “Può essere uno strumento di supporto per un giovane filmmaker, per fare qualcosa che non abbiamo mai visto prima. Ma qualsiasi cosa venga considerata autenticamente arte deve provenire da un essere umano”.

Citando ad esempio i mash-up musicali generati dall’IA, ha infine chiarito: “Ascolti queste canzoni e pensi: oh mio Dio, questo è Michael Jackson che canta come The Weeknd, oppure funk alla A Tribe Called Quest rifatto con una voce soul alla Al Green. È brillante! Poi, ottenuti i suoi quindici minuti di fama, si dissolve nell'etere del resto della spazzatura di internet. Non c'è un gancio emotivo. Non c'è umanità, per quanto sia brillante”.

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