L'immancabile appuntamento settembrino con una rassegna ormai storica nel capoluogo, ricca di musica e non solo: da mercoledì 2 a sabato 5 arriva a Cagliari la ventesima edizione del Karel Music Expo, in scena anche in questo 2026 nella cornice del Lazzaretto. Quattro serate di musica per ben dodici concerti, in un programma che attraversa musica d'autore, rock, elettronica, psichedelia e ricerca sonora, con gli ospiti dall'estero KanaanDouglas Dare e Beth Orton e gli italiani MinistriSi! Boom! Voilà!New Candys e Raoul Moretti, insieme a cinque progetti isolani. Sono previste poi alcune iniziative collaterali oltre alla musica in live, fra incontri, mostre, degustazioni e sostenibilità ambientale

I concerti di settembre

In un'edizione dal richiamo concettuale in "Lune", da ricercarsi in quei territori di confine della musica contemporanea e nell'incontrarsi di linguaggi, esperienza e sensibilità differenti, la rassegna prende il via questo mercoledì con il rituale concerto all'alba al Fortino di sant'Ignazio, in cima al colle di sant'Elia, affidato quest'anno all'arpa dell'italo-svizzero Raoul Moretti, con ritrovo per il pubblico alle 6 nei parcheggi di Calamosca. Si riprende poi al tramonto, con le porte del Lazzaretto aperte dalle 19: primo a essere protagonista è Raffaele Matta, in scena nella sala conferenze con il progetto performativo e installativo "This is water", nell'esplorazione della dimensione acustica e simbolica degli elementi naturali attraverso dispositivi meccanici, pratiche elettroacustiche e improvvisazione.

Quella di giovedì 3 è invece una data interamente dedicata alle sonorità rock e psichedeliche, con i concerti che si spostano nella corte esterna. Ad aprire le danze alle 20:30 è il terzetto cagliaritano degli Elepharmers, che con i suoi membri Guido Solinas (voce, chitarra e basso), Andrea Cadeddu (chitarre) e Damiano Fanti (batteria) propone un miscuglio di heavy psych, stoner, shoegaze e space rock. Si passa poi ai concittadini King Howl, che tra hard rock, blues, psichedelia, heavy boogie e stoner tornano sul palco del Karel guidati ancora una volta da Diego Pani, e al trio norvegese Kanaan, nato dall'incontro di musicisti dal background jazzistico e virato ben presto su sonorità stoner, kraut e psichedeliche di marca scandinava, per mano di Ask Vatn Strøm (chitarre), Eskild Myrvoll (basso, sintetizzatore e chitarre) e Ingvald André Vassbø (batteria, percussioni e organo). A concludere la serata, il collettivo indie rock dei Si! Boom! Voilà!, di cui fanno parte artisti dalle illustri militanze sonore, quali Roberta Sammarelli, già Verdena, Davide Lasala, chitarrista-produttore, Giulio Ragno Favero, già One Dimensional Man e Il Teatro degli Orrori, la batterista Giulia Formica e Michelangelo Mercuri, noto artisticamente come N.A.I.P.

Venerdì 4 ci si muove invece nei territori ambient, cantautoriali e folk, debuttando alla stessa ora del giorno prima con il post-rock etereo e dronico di Perry Frank, alias del compositore e polistrumentista sardo Francesco Perra, seguito poi dall'atteso ritorno del cantautore britannico Douglas Dare, a quattro anni dall'ultima presenza al Karel e con un nuovo stile che intreccia intimo lirismo e pulsazioni sintetiche. Chiude infine la conterranea Beth Orton, dalla simile impronta cantautoriale ma con tendenze folk, jazz ed elettroniche.

Il gran finale di sabato 5 comincia un'ultima volta alle 20:30, con l'apertura affidata allo stoner rumoroso e psichedelico dei Basaltic Plateau, che anticipa i veneziani New Candys, formazione attiva dal 2008 con un eclettico post-punk dalle melodie distorsive e impegnata in una nuova evoluzione sonora, e l'alternative rock di culto dei milanesi Ministri, un trio che negli anni ha costruito un importante seguito grazie al sound diretto, i testi incisivi e un'impressionante dimensione dal vivo, con i membri di sempre Davide "Divi" Autelitano, Federico Dragogna e Michele Esposito.

Le iniziative collaterali

Nei giorni del Festival, il Lazzaretto ospita inoltre la mostra fotografica "Rimangono i segni di luce" di Gherardo Rossi, tra i più stimati direttori di fotografia del cinema italiano contemporaneo, così come "Face On", progetto di Michelangelo Sardo che offre ai visitatori la possibilità di un ritratto d'autore su foto. Gli artisti sul palco vengono inoltre coinvolti nel programma "Dietro le note/Talk is Cheap" della radio comunitaria santeliese Radio Sound Wave, nel racconto di percorsi creativi, visioni ed esperienze, offrendo ai musicisti anche la possibilità di degustare i prodotti del territorio con "Sardinian Back-Taste Ambassador": un piacere che non viene però negato anche al pubblico, a cui è invece rivolta l'iniziativa "Kme gusta!". A sfondo ambientale e sostenibile sono invece le iniziative di "Kme in bici", che va a premiare chi arrivi al festival in bicicletta – e con l'offerta a tutti i visitatori di utilizzare gratuitamente le biciclette, messe a disposizione dalla Cooperativa Sant'Elia 2003 – mentre "Kme Eco" incentiva la riduzione e differenziazione dei rifiuti e "Uguali/Diversi" mette al centro la possibilità di approfondire i temi della disabilità e dell'autismo in particolare. 

Il ritorno autunnale

Anche quest'anno il festival vedrà l'appendice autunnale del "Kme Grammy", con l'arrivo sui palchi cagliaritani di tre artisti accomunati dagli importanti riconoscimenti nell'incontro di cinema e musica: si parte il 15 ottobre al Bflat con Krano, progetto solista di Marco Spigariol che intreccia folk, blues, psichedelia e cantautorato in dialetto trevigiano e che è stato premiato con il David di Donatello per la colonna sonora de "Le città di pianura" di Francesco Sossai, per proseguire il 24 ottobre al Teatro delle Saline con il produttore, compositore, arrangiatore e sound designer Tommaso Colliva, vincitore nel 2016 del Grammy Award per "Drones" dei Muse, insieme al suo celebre progetto Calibro 35, con il quale ha firmato la colonna sonora per "Ellroy vs L.A.", documentario di Francesco Zippel insignito quest'anno del Nastro D'Argento.

A concludere, il 14 novembre all'Auditorium del Conservatorio, sarà la stella tricolore di Nicola Piovani, già Premio Oscar per "La vita è bella" di Roberto Benigni e in scena con l'autobiografico spettacolo "Note a margine", che attraverserà quarant'anni di carriera al fianco di maestri del calibro di Fellini, Cerami e i fratelli Taviani. Parallelamente, dal 15 al 18 ottobre alla Sala Argani della Miniera di Serbariu a Carbonia sarà visitabile l'installazione digitale interattiva Officine Fagus, osservabile tramite visori oculari. 

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