Christopher Nolan: dopo il miglior debutto della sua carriera con “Odissea”, il regista pensa a una pausa
Il weekend d’apertura ha fatto incassare al titolo l’impressionante cifra di 264,1 milioni di dollari in tutto il mondo, un risultato che consegna al regista britannico la migliore apertura globale al botteghinoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Com’era lecito aspettarsi, l’uscita di “Odissea” nelle sale cinematografiche ha avuto un effetto dirompente fin dalla settimana di debutto, confermando ancora una volta come l’effetto Nolan al box-office sia paragonabile a quello dei blockbuster più redditizi, capace di risvegliare l’interesse del pubblico anche verso un genere, come il kolossal, che sembrava ormai relegato soltanto alla memoria del passato.
Nel mercato internazionale, il weekend d’apertura ha fatto incassare al titolo l’impressionante cifra di 264,1 milioni di dollari in tutto il mondo, un risultato che consegna al regista britannico la migliore apertura globale al botteghino della sua carriera. Stando ai dati forniti da Universal Pictures, il film ha raccolto 124,5 milioni di dollari solo negli Stati Uniti e altri 139,6 milioni nei restanti mercati. Un traguardo che supera anche i numeri de “Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno”, fermatosi a 249 milioni di dollari, e quelli de “Il Cavaliere Oscuro”, con 198 milioni.
Rispetto alla concorrenza, “Odissea” si colloca attualmente in terza posizione, surclassato soltanto dai giganti commerciali “The Super Mario Galaxy Movie”, che detiene il primo posto con 372,5 milioni, e “Toy Story 5”, che segue a ruota con 312 milioni. Non va sottovalutato, inoltre, il fatto che si tratti di un film vietato ai minori, destinato perciò a una fascia d’utenza più contenuta, oltre che della durata di circa tre ore. Anche nel mercato italiano, “Odissea” ha collezionato cifre da capogiro, superando in appena due giorni di programmazione l’incasso di 4,5 milioni di euro. Il primato, tuttavia, è ancora occupato da “Il Diavolo veste Prada 2”, che detiene la migliore apertura dell’anno con la cifra di 5,3 milioni.
Per festeggiare il miglior debutto della carriera di Nolan in ben 48 paesi, Veronika Kwan Vandenberg, presidente della distribuzione internazionale di Universal Pictures, ha rilasciato un comunicato pieno d’entusiasmo, celebrando il potere del cinema di unire popoli e culture: “Con The Odyssey abbiamo avuto l'opportunità straordinaria di riunire gli spettatori di tutto il mondo attorno a una storia che attraversa culture e secoli. La passione, la visione e l'inconfondibile linguaggio cinematografico di Christopher Nolan continuano a generare attesa e partecipazione su scala globale. Insieme a Emma Thomas continua a rappresentare il punto di riferimento del grande cinema evento”.
Altrettanto significativo è l’impatto che “Odissea” sta avendo sull’intera industria cinematografica, rappresentando un’eccezione nella categoria per la capacità di attirare le masse con la sola forza del proprio nome. Un aspetto che, non a caso, conferma il successo del film è proprio l’eterogeneità del pubblico presente in sala, preannunciando un esito commerciale potenzialmente capace di superare il miliardo di dollari e, con ulteriore probabilità, di ottenere le candidature più importanti nella prossima stagione dei premi. Un evento di carattere sociale, prima ancora che economico, che ha colpito anche Jason E. Squire, professore emerito della USC School of Cinematic Arts. Impressionato dai risultati, ha affermato: “L'Odissea ha riportato il pubblico a un'esperienza cinematografica che era stata ostacolata dalla pandemia. Si tratta di una straordinaria vittoria creativa e commerciale per Nolan e la Universal Pictures”.
E, dopo un simile lieto fine, non stupisce che Nolan abbia già deciso di prendersi una pausa dai riflettori. Nella sua ultima intervista a Today, il maestro ha affermato che passeranno almeno tre anni prima di tornare a dirigere un nuovo progetto, raccontando quanto “Odissea” abbia richiesto sforzi e fatiche come mai accaduto prima: “Penso di aver raggiunto il limite della mia resistenza, e credo sia successo anche a tutti gli altri. Ma stiamo parlando dell'Odissea: è giusto che sia stato difficile. Se realizzando un film tratto dall'Odissea non hai la sensazione di affrontare qualcosa di estremamente impegnativo, probabilmente non lo stai facendo nel modo giusto”.
Tra le prove più complicate c’è stata senz’altro quella di girare il film interamente in formato IMAX. Ricordando le parole spese con il team specializzato, ha detto: “Se c'è un film con cui possiamo realizzare il sogno di girare tutto in questo formato, è proprio questo. È l'Odissea”.
Senza essersi pentito delle proprie scelte e, anzi, convinto che il cinema debba puntare soltanto su formule innovative, ha aggiunto: “Se ami davvero il cinema e la sua storia, ti accorgi che bisogna correre dei rischi per avere successo. Il rischio più grande di tutti è giocare sul sicuro. Nei film mainstream è proprio questo che, con maggiore costanza, non funziona. Gli spettatori cercano qualcosa che non abbiano già visto”.
