Siamo tutti d’accordo nel ritenere che Steven Spielberg, in fatto di invasioni planetarie ed esperienze a contatto con gli UFO, abbia dimostrato di possedere uno spirito creativo come pochi altri nella storia del cinema. Dopo aver realizzato capolavori pionieristici come “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e “E.T. l’extraterrestre” - a cui è seguito, malauguratamente, il meno entusiasmante “La guerra dei mondi” - il maestro è pronto a tornare alla fantascienza con “Disclosure Day”: pellicola attesa nelle sale italiane l’11 giugno, con un cast di eccellenze tra cui Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth, Eve Hewson e Colman Domingo.
Come emerso lo scorso marzo in un panel svoltosi al SXSV, Spielberg ha tratto ispirazione per il progetto da una domanda tanto semplice quanto ricca di spunti: siamo soli su questa terra o esistono, a nostra insaputa, altre forme di vita sconosciute? Nel corso dell’incontro ha dichiarato in proposito: «La mia sensazione, attualmente, è questa... Non ne so più di voi, ma ho un sospetto davvero forte per quanto riguarda il fatto che non siamo soli qui sulla Terra. E ci ho fatto un film». E, prendendo spunto da una convinzione coltivata fin dalla giovinezza, ha aggiunto: «Ho sempre creduto, anche da ragazzino, che non fossimo soli. Non si discute. La grande domanda è, siamo soli ora? E lo siamo stati negli ultimi 80 anni? E realmente, siamo stati da soli negli ultimi 3000 anni?».
Stando a quanto anticipato, il film mostrerà non solo un nuovo modo di immaginare un possibile contatto con gli extraterrestri, ma anche le eventuali conseguenze, di natura politica e sociale, che potrebbero ricadere sulla sopravvivenza degli esseri umani. Mostrando, tuttavia, di non apparire intimidito da questo possibile scenario, il filmmaker ha continuato: «Provocherà una perturbazione in molti sistemi di credenze, ma non credo che sarà una perturbazione letale».
Ricordando inoltre quanto i tempi siano cambiati rispetto al periodo in cui fu girato “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, ha concluso: «Nessuno voleva lasciarmelo girare perché si trovava ai margini della scienza e della mitologia. Perciò nessuno lo capiva davvero. Quando ho detto: voglio fare un film sugli UFO, tutti hanno pensato: beh, vuoi fare un film sul National Enquirer? Vuoi fare un film su notizie strampalate di cose che non accadono davvero, un film di fantasia completamente folle su qualcosa che non sta succedendo?».
Ispirato da questi presupposti, “Disclosure Day” torna a raccontare, in una veste al passo coi tempi, l’ipotetico scenario di un’incursione aliena sul pianeta Terra. La sinossi ufficiale del film anticipa in questo senso: «Se scopriste che non siamo soli, se qualcuno ve lo mostrasse, ve lo dimostrasse, vi spaventerebbe? Quest'estate, la verità appartiene a sette miliardi di persone. Ci stiamo avvicinando al... Disclosure Day».
Il progetto nasce inoltre da una collaborazione con David Koepp, storico collaboratore di Spielberg, a cui dobbiamo anche la realizzazione di “Jurassic Park”, “La guerra dei mondi” e “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”. Al loro fianco è tornato anche John Williams: il leggendario compositore che, alla veneranda età di novantatré anni, ha preferito posticipare il proprio pensionamento e prendere parte alla realizzazione del film, segnando la sua trentesima collaborazione al fianco del cineasta.
Dai pochi elementi trapelati sulla trama, scopriremo l’esistenza di segreti capaci di ribaltare la storia stessa dell’uomo. Da qui, i personaggi si impegneranno nel mettere in discussione credenze considerate vere fin dagli albori della civiltà e nel confrontarsi con le conseguenze potenzialmente disastrose di un cambiamento radicale.
Apparso pochi giorni fa sul palco del CinemaCon di Las Vegas, Spielberg ha introdotto per la prima volta - con un trailer confezionato per l’occasione - l’aspetto dei nuovi alieni. Pur essendosi visti solo fugacemente, stando alle fonti di alcuni presenti in sala, questi apparirebbero da un cielo nero come l’inchiostro e avrebbero fattezze molto diverse da quelle umane. In attesa di scoprire se questi esseri saranno pacifici o meno, il regista ha affermato durante l’evento: «Credo che questo film darà risposta a molte domande e che spingerà molte persone a porsi altre domande. Tutto ciò che serve per arrivare dall'inizio alla fine è una cintura di sicurezza».

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