“Disclosure Day”, la critica favorevole: «Il miglior film di Spielberg degli ultimi 20 anni»
La riscoperta di un genere, come quello della fantascienza, in cui il maestro ha fatto scuola fin dagli esordiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Siamo finalmente prossimi all’uscita di “Disclosure Day”: non solo l’atteso ritorno al cinema di un mostro sacro come Steven Spielberg, ma anche la riscoperta di un genere, come quello della fantascienza, in cui il maestro ha fatto scuola fin dagli esordi. Ancora oggi, non a caso, è impossibile dimenticare capolavori come “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, capaci di ispirare le generazioni successive e di favorire la nascita di cineasti moderni tra cui, fra i tanti, il pluripremiato Denis Villeneuve.
Atteso nelle sale per l’11 giugno, il film vanta alcuni tra gli interpreti più quotati e richiesti a Hollywood, come la candidata all’Oscar Emily Blunt e la rivelazione degli ultimi anni Josh O’Connor; al loro fianco figurano anche Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo, Wyatt Russell e Henry Lloyd-Hughes. Ispirato non solo ai capisaldi della narrativa sci-fi, ma anche al modo in cui la società affronterebbe oggi l’esistenza degli extraterrestri, “Disclosure Day” ci porta a vivere l’esperienza di un’addetta alle previsioni meteo di Kansas City, improvvisamente sopraffatta da una misteriosa forza aliena che preannuncia il cosiddetto “giorno della rivelazione”. Nel frattempo, con la popolazione mondiale in completo stato di shock, altre persone intervengono allo scopo di svelare tutta la verità sulle forme di vita provenienti da un altro pianeta.
Considerata l’attesa spasmodica per il titolo, non stupisce che le prime anteprime stampa si siano accumulate rapidamente e in gran numero. Dalle impressioni emerse, tutte più o meno concordi nel sottolineare l’atmosfera oscura e contorta del film, convincono soprattutto l’interpretazione di Emily Blunt e il perfetto connubio tra regia e colonna sonora, tanto che, secondo alcuni, si tratterebbe del miglior Spielberg dopo tanti anni.
Tra i vari commenti raccolti online, riportiamo quello di Germain Lussier di Gizmodo, che scrive: «Ho adorato Disclosure Day. Un'esperienza intensa e adrenalinica che mescola azione, storia d'amore e mistero, il tutto avvolto da una meravigliosa atmosfera fantascientifica. È il miglior film di Spielberg degli ultimi 20 anni, ricco di tutta la magia che rende i suoi film così speciali, con in più un'interpretazione memorabile di Emily Blunt».
Il caporedattore di Collider, Steven Weintraub, ha affermato invece: «Senza sorprendere nessuno, Steven Spielberg ha realizzato un altro capolavoro con Disclosure Day. Potrei continuare all'infinito a parlare di ciò che ho amato, ma ho avuto la fortuna di vedere il film senza sapere quasi nulla in anticipo e vi consiglio vivamente di fare lo stesso. Smettete di guardare i trailer. L'unica cosa che posso dire è: Emily Blunt è incredibile. So che di solito le interpretazioni dei grandi film estivi non attirano l'attenzione della stagione dei premi, ma una volta che la gente vedrà cosa fa in questo film...».
Sulla stessa linea anche l’opinione del critico cinematografico Bill Bria, che elogia soprattutto: «Le inquadrature mozzafiato, la sceneggiatura di David Koepp, un mix tra X-Files e la Bibbia, un vero e proprio numero di funambolismo, la performance più riuscita di Emily Blunt e la migliore colonna sonora di John Williams degli ultimi anni». Aggiunge inoltre a questi commenti entusiastici - specificando di voler esprimere un complimento - che si tratta «del film più strano mai fatto da Spielberg».
Non meno entusiastica l’impressione della giornalista Tessa Smith di Rotten Tomatoes, secondo cui “Disclosure Day” è «ASSOLUTAMENTE FENOMENALE! Davvero qualcosa di speciale. Ero rapita da ogni parola, affascinata dalla storia che si sviluppava. La colonna sonora esalta perfettamente ogni singola scena. Un po' giallo, un po' Ai Confini della Realtà, qualcosa di completamente nuovo... WOW».
Si può affermare con una certa sicurezza, insomma, che il maestro abbia saputo ancora una volta realizzare un’opera di grande impatto; ciò grazie al solo apporto dell’intelligenza umana, escludendo perciò l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, alla quale sempre più realtà creative si stanno progressivamente avvicinando. Una conferma emerge anche dalle sue considerazioni durante il podcast IMO di Michelle Obama e Craig Robinson, dove ha affermato con nettezza che l’IA va considerata uno strumento utile,ma non un sostituito delle risorse creative di cui può disporre soltanto l’essere umano.
Ha sostenuto in proposito: «Ci sono sei sceneggiatori, una sedia vuota e un computer davanti alla sedia vuota, che funge da settimo sceneggiatore. Non sono disposto a sostituirlo, perché non credo nella coscienza tecnologica. Non credo che esista un sostituto per l'anima». E, chiarendo ulteriormente il confine tra le indicazioni fornite dalla tecnologia e le proprie libertà espressive, ha aggiunto: «Non ditemi che non ho l'antagonista giusto in questo film, non ditemi come scrivere i dialoghi di questo personaggio, non ditemi dove deve andare la macchina da presa».
