Critiche a balletto e opera, è ancora bufera sulle parole di Timothée Chalamet
Tanti i nomi di Hollywood intervenuti sul casoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lo si può immaginare bene: il prezzo del successo richiede, il più delle volte, un certo tipo di condotta. Anche quando si è data prova di personalità e carisma degni dei riflettori più luminosi, basta una singola disattenzione perché la credibilità costruita agli occhi dell’opinione pubblica crolli rovinosamente. E il giovane Timothée Chalamet, in questo senso, ha senz’altro dato prova di avere ancora molto da imparare.
Dopo aver suscitato non poche perplessità per la superbia con cui ha contribuito alla campagna marketing di “Martin Supreme” - il film di Josh Safdie in cui figura da protagonista e per il quale ha vinto il Golden Globe come migliore attore - la giovane star newyorkese ha cominciato sempre più ad apparire, anche nei confronti di buona parte dei suoi sostenitori, fin troppo incline alla vanità e alle manie di grandezza: aspetti che non sembrano appartenere soltanto al campione da ping pong interpretato nella pellicola.
Ma, ricostruendo più nel dettaglio le tappe di quanto accaduto, nel corso di un incontro pubblico svoltosi all’Università del Texas tra Matthew McConaughey e Chalamet - organizzato da Variety e dalla CNN - il botta e risposta sulla situazione attuale nel mondo dello spettacolo avrebbe accidentalmente portato quest’ultimo a esprimere le seguenti considerazioni: «Non voglio lavorare nel balletto, o nell’opera, o in cose del tipo: ehi, teniamo in vita questa cosa, anche se tipo ormai non interessa più a nessuno». E poco dopo, accorgendosi di aver commesso una gaffe, ha aggiunto: «Tutto il rispetto per chi lavora nel balletto e nell’opera… ho appena perso 14 centesimi di pubblico. Ho tirato frecciate senza motivo».
In breve tempo, innumerevoli sono state le reazioni sui social da parte degli utenti, che hanno coinvolto, inevitabilmente, anche una buona fetta di operatori del settore. Insieme alla clip con la frase compromettente, diventata subito virale, e ai commenti a seguire - che bacchettano Chalamet per superficialità e arroganza - non sono mancate le reazioni di istituzioni artistiche come la Metropolitan Opera e il Royal Ballet: che hanno contrapposto all’«arte morta» millantata dall’attore le prove di un interesse ancora vivo da parte del pubblico, promuovendo al contempo il doveroso rispetto per tutte le discipline artistiche.
Fra i tanti nomi di Hollywood intervenuti sulla questione, risaltano le dichiarazioni dell’attore Nathan Lane come ospite del talk show televisivo The View. In risposta alle affermazioni di Chalamet, la star le ha definite «di una stupidità quasi caleidoscopica per quanto è insensibile, e allo stesso tempo incredibilmente rivelatrice del momento culturale in cui ci troviamo». E, rivendicando il valore immortale delle arti classiche, ha continuato: «Bisogna ricordare una cosa, la gente continuerà ad andare a vedere Il Lago dei Cigni e La Traviata molto tempo dopo che qualcuno, a una cena, chiederà: chi era Timothée Chalamet? È il ciclo naturale dello show business».
Allargando poi la questione, con un’ironia ancora più pungente, al dibattito tra Chalamet e McConaughey, ha aggiunto: «La vera domanda è: perché c'è stato un incontro pubblico tra Matthew McConaughey e Timothée Chalamet? Chi ha deciso che fosse necessario questo incontro di menti?». Con un’ultima e decisiva stoccata ha concluso: «Ho una notizia per Timmy, se pensi che a nessuno importi dell'opera o del balletto, non posso dirti quanto poco ci importi del ping pong».
Come molti prevedevano, il polverone mediatico ha colpito Chalamet anche all’ultima edizione degli Oscar. Oltre ad aver preferito non rilasciare alcuna dichiarazione alla stampa durante il red carpet, l’attore è stato preso di mira dal conduttore Conan O’Brien durante il suo monologo d’apertura. A un certo punto, ha infatti recitato: “La sicurezza è molto serrata stasera. Ci sono delle preoccupazioni riguardanti gli attacchi da parte delle comunità del balletto e dell'opera. Sono semplicemente arrabbiati perché ti sei dimenticato del jazz”.
Sulla stessa linea, dopo la disfatta di Chalamet durante l’assegnazione dei premi, il conduttore Jon Stewart, nella sua ultima puntata del The Daily Show, ha assetato alla star il colpo definitivo: «Come sapete bene, una terribile guerra infuria da due settimane ormai. Ma da ieri sera è chiaro che opera e balletto hanno sconfitto Timothée Chalamet. Nessuna gara! Un ko!».
