Su Filindeu sono gli spaghetti più sottili del mondo. Ora però un team di ricercatori inglesi, “ispirandosi” proprio a Su Filindeu, ha stabilito un nuovo primato di “sottigliezza”, battendo il record della celebre specialità della tradizione culinaria sarda. Non si tratta però di una sfida gastronomica: l'invenzione, infatti, sarà utilizzata per scopi medici. 

A condurre la ricerca – i cui risultati sono stati pubblicati questa settimana sulla rivista scientifica “Nanoscale Advances” della Royal Society of Chemistry – è stato un team della facoltà di chimica dell’University College of London, guidato da Beatrice Britton. Gli scienziati, prendendo spunto proprio da Su Filindeu, sono riusciti a creare spaghetti larghi 372 nanometri (miliardesimi di metro), ovvero 200 volte più sottili di un capello umano.

Per realizzare questi “nanospaghetti”, come sono stati ribattezzati, il team ha utilizzato una tecnica chiamata elettrofilatura: «Per fare gli spaghetti – ha spiegato uno dei coautori della ricerca, Adam Clancy –si spinge un composto di acqua e farina attraverso dei fori di metallo. Nel nostro studio abbiamo fatto lo stesso, solo che abbiamo tirato il nostro composto attraverso una carica elettrica. Si tratta letteralmente di spaghetti, ma molto, molto più piccoli».

Nel loro articolo, i ricercatori descrivono anche Su Filindeu, «la pasta più sottile conosciuta», spiegando che gli spaghetti sardi sono larghi circa 400 micron, dunque circa mille volte più “grandi” di quelli creati dagli studiosi inglesi. 

Come detto, però, la ricerca non mira a fare concorrenza gastronomica alla prelibatezza della tradizione dell’Isola, vero capolavoro di tecnica culinaria, e nemmeno alla pasta in generale. L’applicazione degli “spaghetti più piccoli del mondo” ha infatti ampi orizzonti in campo medico. L’idea è, innanzitutto, quella di poterli utilizzare per creare delle nuove “bende traspiranti”. 

«Le nanofibre, come quelle fatte di amido, mostrano un grande potenziale per l'uso nelle medicazioni delle ferite in quanto sono molto porose», sottolinea Gareth Williams, un altro ricercatore che ha partecipato allo studio. «Inoltre, le nanofibre possono essere una “impalcatura” per la rigenerazione dei tessuti, visto che imitano la matrice extracellulare, una rete di proteine ​​e altre molecole che le cellule costruiscono per sostenersi». 

Oltre ai benefici medici, però, ci sono anche vantaggi dal punto di vista ecologico: «L'amido è un materiale promettente da utilizzare – affermano i ricercatori inglesi – perché è abbondante e rinnovabile: è la seconda fonte di biomassa sulla Terra, dopo la cellulosa, ed è biodegradabile, il che significa che può essere scomposto nell'organismo».

Insomma, a Su Filindeu resterà sempre e comunque il primato di spaghetti commestibili più sottili del mondo. Anche perché, concludono gli scienziati dell’UCL, i nuovi “nanospaghetti” non sarebbero affatto utili come pasta in quanto «si cuocerebbero troppo, e in meno di un secondo, prima di riuscire a toglierli dalla padella».

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