Tumore al pancreas, ritirato lo studio di Barbacid che annunciava la regressione nei topi
In molti avevano sottolineato la valenza dell’indagine invitando però alla cautela. Ora la rivista Pnas ha rilevato un «conflitto di interessi non dichiarato degli autori»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La rivista scientifica Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences) ha ritirato lo studio pubblicato il 2 dicembre del 2025 su "una terapia combinata mirata che raggiunge un'efficace regressione del cancro al pancreas", realizzata da un team del Centro nazionale di ricerca sul cancro di Madrid.
«La redazione ritira questo articolo - si legge sul sito della rivista - a causa di un conflitto di interessi rilevante non dichiarato al momento della presentazione. L'autore collaboratore, Mariano Barbacid e due coautori, Vasiliki Liaki e Carmen Guerra, detengono interessi finanziari in Vega Oncotargets». La politica editoriale della rivista per le proposte di articoli prevede che «i membri dell'Accademia che hanno un conflitto di interessi, finanziario o di altra natura, che potrebbe essere considerato in grado di influenzare significativamente la loro obiettività o di creare un vantaggio competitivo sleale per qualsiasi persona o organizzazione legata alla ricerca, devono presentare il proprio lavoro come contributo diretto» (e non come membri della Nas, National Academy Sciences).
Lo scorso febbraio la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Sige), aveva invitato alla prudenza, dopo la pubblicazione dello studio: «I risultati sono promettenti, ma la vittoria clinica richiede studi sull'uomo», aveva sottolineato in una nota la società. Ad invitare alla cautela era stato anche il professor Roberto Burioni.
Sebbene lo studio «rappresenti un avanzamento scientifico di valore – aveva precisato la Sige – è necessario ribadire come si posizioni in una fase sperimentale, condotta esclusivamente su topi, in un contesto che impone estrema cautela prima di poter parlare di una svolta terapeutica definitiva per i pazienti».
(Unioneonline/v.l.)
