Matteo Salvini chiede uno scostamento di bilancio, Forza Italia frena. Dopo la doccia fredda del deficit/Pil al 3,1% che non consente all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione Ue, si assottigliano i margini di spesa sperati e, a ridosso delle elezioni, gli azionisti di governo fremono.

Qui è il nodo politico. Salvini lo mette subito in chiaro: «Come ministero solo a me servono 8 miliardi cash a fine anno per pagare i lavori già fatti, serve uno scostamento di bilancio da miliardi».

Slanci subito smorzati, apertamente da Forza Italia e - off the record - da diverse fonti parlamentari di FdI che quotano bassa l'ipotesi di uno scostamento. «Continuiamo a gestire con oculatezza i conti pubblici. Peraltro è quello che dice Giorgetti...», afferma l'azzurro Raffaele Nevi.

Nell'arduo compito di tenere tutto insieme il governo potrebbe, invece, puntare su un'ulteriore trattativa con l'Ue. Il nodo è come fare una manovra espansiva che possa "tagliare le tasse", senza intaccare ulteriormente il rapporto deficit/Pil. E come conciliare il tutto con la flessibilità richiesta su energia e difesa.

La promessa che filtra da diverse fonti di FdI è quella di una «manovra come l'abbiamo sempre fatta, evitando se possibile lo scostamento». Nel caos delle dichiarazioni incrociate e di una linea politica ancora tutta da definire, la posizione ufficiale dei Fratelli viene affidata al responsabile Economia, Marco Osnato: «Chi insegue il pareggio contabile a ogni costo sacrifica crescita e lavoro. Noi abbiamo scelto di stare accanto alle famiglie, restando comunque dentro la rotta di rientro concordata».

Sul tema è intervenuto ieri sera anche Antonio Tajani: «Adesso valuteremo, ci incontreremo con i leader della maggioranza, per cominciare dal presidente del Consiglio, vedremo cosa fare», ha detto sulla richiesta di Salvini, promettendo che «comunque sarà una manovra orientata alla crescita».

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