Non tornano conti, tempi e date nell’operazione finanziaria di investimento da 243 milioni di euro condotta da Abbanoa con Credem Euromobiliare. A sostenerlo è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Truzzu, che dopo aver visionato le carte sulla vicenda – ottenute con un accesso agli atti – arriva a parlare di «ipotesi di danno erariale». Tanto che annuncia un esposto ad Anac e Corte dei Conti. 

La presidente della Regione, Alessandra Todde, già chiamata in causa, aveva difeso le scelte del gestore del servizio idrico:  Abbanoa, aveva detto,  «è un soggetto giuridico dotato di piena autonomia gestionale, organizzativa e contabile». La presidente aveva spiegato che il Cda della società aveva costituito il Comitato di gestione patrimoniale conferendogli mandato operativo e che quest'ultimo avrebbe ritenuto «vantaggiosa» la proposta avanzata da Credem Euromobiliare, istituto definito «primario» e con profilo di rischio prudente. Insomma: Abbanoa avrebbe guadagnato dopo aver affidato 243 milioni a un soggetto privato. Decisione assunta, sostiene Todde, dopo accurata istruttoria.  

Truzzu non è convinto che tutto si sia svolto come ricostruito dalla governatrice: «I documenti forniti da Abbanoa dimostrano come la scelta di Credem Euromobiliare Private Banking come intermediario finanziario fu sostanzialmente compiuta dal managment, prima della costituzione del Comitato di Gestione Patrimoniale e prima di qualsiasi delibera consiliare che autorizzasse specificamente gli investimenti finanziari».

Ed ecco le date: la proposta di Credem del 4 marzo 2025, l’apertura del conto corrente dedicato (29 giugno 2025) e l’incontro con i vertici Credem (8 luglio 2025) «precedono tutti la Delibera del Cda (30 luglio 2025) e l’insediamento del Comitato di gestione patrimoniale (6 agosto 2025)».

La decisione di investire presso Credem, accusa Truzzu, «fu assunta dal Cgp in appena 48 ore (6-8 agosto 2025), senza alcuna reale comparazione con altri intermediari, senza alcuna approvazione delle Linee di guida per la gestione finanziaria da parte del Cgp e del CdA di Abbanoa».

Il capogruppo di FdI definisce «sorprendente che ci siano volute solo 48 ore per affidare 50 milioni e ben 46 giorni per approvare le linee guida per decidere come affidare quei 50 milioni e gli altri 193. Linee guida che tra l’altro prevedevano una diversificazioni degli investimenti, affidati invece a un solo istituto bancario e che dovevano essere approvate dallo stesso CdA». Cosa che non sarebbe mai avvenuta, «come testimonia anche la lettera di un consigliere di amministrazione che ha formalmente preso le distanze dall’operazione». 

 I contatti con il Banco di Sardegna per una proposta alternativa, inoltre, «furono avviati solo a ottobre e dicembre 2025, quando la gestione Credem era già pienamente operativa. La valutazione comparativa si è tuttavia incredibilmente palesata esattamente un anno dopo: il 30 giugno 2026, con una ricostruzione ex post, finalizzata a simulare un procedimento comparativo che è mai stato effettuato».

C’è un ulteriore particolare: «Il tutto», segnala Truzzu, «è avvenuto casualmente un giorno prima che scadessero i termini per la consegna dei documenti al sottoscritto». Più che una giustificazione «appare come un tentativo posticcio di rimettere insieme i cocci, se non una palese e involontaria ammissione di colpa» conclude il consigliere.

Ma investire con Credem conveniva? «Il confronto con le condizioni economiche offerte dal Banco di Sardegna (deposito vincolato al 2,25% fisso garantito, capitale garantito, costi zero) dimostra inoltre che queste erano oggettivamente più vantaggiose sotto tutti i profili. Rendimento, rischio, costi e visione futura».

Il differenziale tra quanto effettivamente realizzato con Credem (1 milione di rendimento e 200 mila euro di costi) e quanto si sarebbe potuto ottenere con Banco di Sardegna (2,5 milioni di rendimento e zero costi) «sembra profilare, alla luce della giurisprudenza contabile, un’ipotesi di danno erariale che merita di essere sottoposta alle valutazioni delle autorità competenti e pertanto, per la prima volta nella mia attività, mi trovo costretto a presentare un’adeguata segnalazione all’Anac e alla Corte dei Conti». 

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