Da Schlein solidarietà a Meloni: «Ferma condanna all’attacco di Trump». Renzi: «Giorgia scaricata dal suo guru»
La segretaria dem, Calenda e Bonelli esprimono solidarietà alla premier, Conte e il leader di Italia Viva punzecchiano: «I nodi vengono al pettine», «Il crollo è iniziato»(Ansa)
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Elly Schlein e Carlo Calenda esprimono solidarietà alla premier, Matteo Renzi e Giuseppe Conte invece rincarano la dose, punzecchiandola dopo l’attacco frontale di Donald Trump.
Arrivano in ordine sparso le reazioni dell’opposizione all’attacco senza precedenti del presidente americano a Giorgia Meloni.
La segretaria dem è intervenuta direttamente in Aula alla Camera: «Voglio esprimere la nostra più ferma condanna, che sono certa sarà unanime in quest'Aula per l'attacco del presidente Donald Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone e voglio dire che l'Italia è un Paese libero e sovrano e che la nostra Costituzione è chiara. L'Italia ripudia la guerra».
«Nessun Capo di Stato straniero - ha aggiunto Schlein - si può permettere sia di attaccare o minacciare o mancare di rispetto al nostro Paese e al nostro Governo. Siamo avversari in quest'Aula, ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro paese. Chiediamo su questo davvero una condanna unanime».
«Meloni ha avuto coraggio a fare ciò che andava fatto da tempo: dire basta a questo pazzo. Il che è già più di quello che hanno fatto tanti altri. E spero davvero che davanti a questo attacco di Trump al nostro paese saremo tutti compatti nel respingerlo al mittente», ha scritto su X il segretario di Azione, Carlo Calenda.
Giorgia Meloni «scaricata anche dal suo guru», attacca invece Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva su X prima elenca le dichiarazioni di Donald Trump: «Ecco le parole del presidente degli Stati Uniti: Meloni non ha coraggio, non la sento da tempo, non ha fatto nulla sulla sicurezza, ha fallito sui migranti, non lavora per giuste soluzioni energetiche». Poi rincara la dose: «E questo, Donald Trump, che era il suo alleato: potete immaginarvi cosa dicono di lei gli altri? Giorgia Meloni viene scaricata persino dai suoi, dal suo guru, dal suo leader. Da dopo il referendum ogni giorno un problema. Saranno 15 mesi di piano inclinato fino alle elezioni, il crollo è appena cominciato».
«I nodi vengono al pettine», commenta invece Giuseppe Conte. «Trump attacca, attacca a destra e sinistra, quindi i suoi attacchi non mi sorprendono. Proprio in questo contesto, avevo cercato di avvertire Meloni che almeno la linearità e la chiarezza possono mettere un po' al riparo, piuttosto che l'ambiguità. A un certo punto, tutti i nodi vengono al pettine». E a rincarare la dose, arriva, poco dopo, l’intervento alla Camera del capogruppo M5s Riccardo Ricciardi: «Diamo solidarietà all'istituzione presidenza del Consiglio ma se non ti comporti come istituzione per anni ma ti comporti come leader politica prona a Trump per 4 anni fino a candidarlo Nobel per la pace, se non partecipi alla Convention Repubblicana ma a quella Maga sposando il nazionalismo di Trump beh il nazionalismo è nazionalismo sempre e questa è la moneta con cui ti paga. Ci sono servi sciocchi, talmente sciocchi che anche i padroni poi li prendono in giro e questo è stato quello che ha fatto la presidente Meloni. Solidarietà all'istituzione ma questa presidenza non ha portato avanti una alleanza istituzionale con gli Usa, ma una alleanza partitica tra destre sovraniste che quando vedono scontrarsi i loro interessi vanno in cortocircuito».
Anche il leader di Avs Angelo Bonelli attacca Trump: «L'Italia è un Paese sovrano e respinge con forza tutte le interferenze che Trump sta facendo da troppo tempo. A chi ha provocato una guerra in nome di una falsa democrazia, chi ha dato il via a una ignobile organizzazione come il board of peace, noi diciamo no. Chi attacca il Papa con un atteggiamento di blasfemia deve vedere dal Parlamento italiano una profonda condanna. Noi condanniamo questo atteggiamento, che mette a rischio la stabilità del mondo».
(Unioneonline/L)
