Tassa aeroportuale, Todde: «La Sardegna non accetta ricatti da Ryanair». Il centrodestra attacca la Giunta
La presidente a margine di un'audizione in commissione Sanità dopo la presa di posizione del vettore irlandese. Truzzu: «Emendamenti in variazione di bilancio»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Una Regione non si fa ricattare dai vettori».
Così la presidente della Regione Alessandra Todde a margine di un'audizione in commissione Sanità, a proposito della presa di posizione di Ryanair sull'abbattimento della tassa aeroportuale.
«Abbiamo chiesto a Ryanair garanzie che non sono arrivate - ha chiarito - abbiamo un carteggio che lo dimostra, il fatto che ora loro millantino basi con 900 posti di lavoro, sono cose che sono nella loro testa perché di certo non le hanno condivise con la Regione. Bisogna essere seri, la Regione non usa i soldi dei sardi a fronte di promesse, li usa a fronte di progetti, cose concrete e impegni reciproci. I ricatti li rimandiamo ad altri».
Intanto, sull’addizionale comunale per i passeggeri che sbarcano negli aeroporti, all’indomani della nota di Ryanair e della risposta della Regione, le opposizioni si scagliano contro il Campo largo e la Giunta. Oggi FdI, FI, Riformatori sardi, Alleanza Sardegna e Sardegna 20Venti hanno annunciato di volere presentare due emendamenti per tagliare la tassa di sbarco, già nella discussione della variazione di bilancio da 750 milioni di euro già all'esame del Consiglio regionale. Uno da 14 milioni per abbattere sperimentalmente l'addizionale nei mesi di spalla, da ottobre ad aprile, e uno da 35 milioni per tutto l’anno.
«I toni di Ryanair non sono totalmente condivisibili e non vogliamo difendere la compagnia ma il mercato del trasporto aereo è totalmente cambiato. Ryanair è la principale compagnia che fa come vuole e quello che dice fa, anche se non ci piace e nelle altre regioni ha fatto crescere il mercato turistico del 30% - ha detto il capogruppo di FdI Paolo Truzzu - Da due anni non riceve risposte e ha già ridotto del 7% i collegamenti di aprile e maggio. Il nostro è un invito alla maggioranza a dare una risposta immediata, magari in variazione di bilancio. I soldi che la Regione perde tornerebbero in Pil: 400 milioni di euro di tasse che vanno nelle tasche dei cittadini sardi. E bisogna fare in fretta perché va fatto un accordo col governo per una legge omnibus o altro provvedimento e non è una cosa immediata».
Per Gianni Chessa di FI «la connettività aerea non può essere vista come un lusso e rinunciare a Ryanair oggi è una follia, perché non è sostituibile in questo momento». Secondo l'ex assessore del Turismo «il danno economico tra meno ingressi e meno tasse, è stimabile in un miliardo di euro. Invece di disperdere 30 milioni per la rete degli aeroporti e poi non contare niente, si trovino le risorse per tagliare la tassa».
«I toni del ricatto non piacciono neppure a noi - afferma Umberto Ticca (Riformatori) - Non è un incentivo solo per il vettore low cost ma è un'abolizione per tutte le compagnie. Ryanair è un soggetto qualificato per portare una proposta e secondo noi si può fare. Partiamo anche dalla stagione invernale, con la prospettiva di farlo per tutto l'anno. Al contrario potrebbe creare un problema». Per Stefano Schirru di Alleanza Sardegna: «Incentivare la compagnia vuol dire porre delle condizioni di sviluppo più attrattive».
Stefano Tunis dice che la «giunta Todde è un evidente “caso psichiatrico”: in maniera ottusa va contro gli interessi della Sardegna ed difficile trovare un argomento che poggia sulla concretezza. Già l'assessore Cuccureddu ha fatto capire che vuole un turismo più elitario piuttosto che quello più popolare che però è capace di animare le nostre città e anche in periodi di spalla».
