Soldati e utili idioti: Il post di lunedì 30 marzo 2026
Di Bepi AnzianiUn buon politico dovrebbe avere soprattutto due doti: intelligenza e cultura. Intelligenza non nel senso del quoziente d’eccellenza, ma come capacità di capire i problemi e di trovare soluzioni. Cultura non come esibizione di lauree, ma come frutto di una formazione continua, costruita giorno dopo giorno con curiosità, studio, conoscenza della storia, della geografia, della sociologia, delle istituzioni. Uno che si definisce politico ma è solo furbo, poco intelligente e ignorante delle basi minime del vivere pubblico non dovrebbe nemmeno comparire in una lista elettorale.
E invece accade il contrario. Perché la selezione della classe dirigente premia i migliori: molto più spesso premia i più obbedienti. Vale sempre la vecchia teoria del “soldatino”: far eleggere qualcuno che, una volta arrivato, non si permetta di disubbidire agli ordini di chi lo ha messo lì. È anche per questo che il Parlamento e molte assemblee elettive si riempiono di “utili idioti”, funzionali agli equilibri interni ma del tutto inadatti alla politica del fare. Il risultato: alla concretezza si sostituisce la rissa verbale, alla competenza la fedeltà, al coraggio delle decisioni la convenienza.
Con l'aggravante della scarsità di alternative nei ruoli di comando e della crescita esagerata dell’esercito dei soldatini, ormai così numeroso da diventare ingombrante. Lo scenario che ci porterà alle prossime elezioni non è rassicurante. Perché il punto non è solo chi vinca ma chi ci si ritrovi a scegliere. Carismatici, intelligenti, liberi: se ci siete, battete un colpo. Forte però.
Bepi Anziani