Importante sarebbe capire gli obiettivi, le prospettive, le ambizioni. Quali siano oggi quelle di Cagliari non è chiarissimo. Non solo per aver perso l’ennesima occasione turistica insistendo su un Capodanno “diffuso” che, al massimo, richiama pubblico dai comuni dell’hinterland, ma per una serie di scelte (e di non scelte) che rischiano di declassare il capoluogo regionale rispetto a realtà ormai più dinamiche come Olbia o Alghero. Persino la “bella addormentata” Sassari si è svegliata, senza bisogno di scomodare un principe: è bastato un sindaco più moderno dei precedenti per togliere la polvere che si stava accumulando su Piazza d’Italia. Cagliari un sindaco moderno ce l’ha, ma la città vivacchia, senza eccellere e i cittadini sono poco coinvolti. I tanti cantieri ne cambieranno il volto, ma non indicheranno la direzione. E non sarà dalle sole trasformazioni urbanistiche che Cagliari potrà trarre vantaggio. Se l’obiettivo è diventare davvero una città turistica, bisogna creare le condizioni perché un viaggiatore scelga di fermarsi. Eventi in tutte le stagioni, una vera valorizzazione dei luoghi storici, la restituzione della bellezza perduta all’Anfiteatro romano e al Bastione. In caso contrario, anche l’aeroporto, sul quale gravano altre nubi, rischierà di perdere il suo primato e le previsioni di crescita che hanno giustificato investimenti alberghieri importanti dovranno essere riviste. Uscire dalla routine. Si può.

Bepi Anziani

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