Cagliari, adesso tocca a te: l’editoriale del 5 gennaio 2026
Di Enrico PiliaIl passato e il presente. La svolta giovane e sfacciata del Cagliari dopo aver fatto ricorso, un anno fa, a un signore d’acciaio, che ha portato a casa il risultato e questo, alla fine, contava. Oggi c’è Fabio Pisacane, ieri c’era Davide Nicola, due difensori che un attaccante evitava volentieri, se possibile, perché averli di fronte si traduceva spesso in un doloroso confronto fisico. Giovedì sera a Cremona la partita fra vecchio e nuovo allenatore ci farà capire meglio quanto vale il Cagliari, passato dall’impresa straordinaria di Torino alla mazzata – prevedibile, quasi scontata – col Milan, davanti a un pubblico eccezionale ma ammutolito da una partita incartata alla perfezione da Allegri. Serve un altro colpo, è uno scontro diretto, provarci sarebbe bellissimo.
Passato e presente. Il Cagliari si è lasciato alle spalle una stagione di sofferenza con Nicola e oggi si vede un calcio complessivamente migliore, con 4 punti in più rispetto alla stessa giornata della stagione ’24-25. Migliore perché più verticale, teoricamente più offensivo, con un’età media più bassa e quindi soggetto a sbalzi di “umore”. Pisacane piace perché il personaggio ha il Cagliari sulla pelle, perché la società lo supporta e il coraggio non manca, a tutti i livelli.
Il tifoso vorrebbe sempre vincere, magari con Ancelotti in panchina e i dollari arabi, ma il Cagliari migliore possibile è questo ed esibire una Serie A garantita con un roseo futuro davanti è un grande privilegio.
Prima del fischio d’inizio di Cagliari-Milan, il presidente Giulini ha ribadito che questo club è ambizioso, che la questione nuovo stadio va (tenacemente) avanti e che dal calciomercato si dovrà pescare un supporto al progetto Pisacane. In mezzo al campo, soprattutto. Gli investitori americani non si sono presentati con mirabolanti acquisti senza senso o parole al vento, la famosa entrata da leone – per richiamare un antico detto isolano – non c’è stata e già questo è un ottimo biglietto d’ingresso. Il Cagliari c’è, i giovani vanno in campo, la persona che li sa gestire è al vertice del programma tecnico, il futuro è tracciato, non resta che vincere. Magari a Cremona, dove Nicola sta facendo bene, ha 3 punti in più dei rossoblù ma arriva da tre sconfitte e un pareggio, ecco perché un altro colpo esterno darebbe un volto nuovo a questa stagione, a questa svolta “identitaria” e al progetto. Girare a 21 sarebbe straordinario, prima di un’altra trasferta, sul difficile terreno del Genoa, e lo sbarco della Juventus a Cagliari.
Tocca a te, Pisacane, la parola ai ragazzi rossoblù.
Enrico Pilia