Un testo argomentativo dovrebbe sempre “tenersi da sé”: contenere cioè tutto ciò che serve per essere valutato in ciò che esplicitamente afferma. È questo il principio alla base di quella che il filosofo Olivier Reboul chiama “lettura retorica del testo”: un modo di leggere che non si limita all’analisi grammaticale o logica, né alla semantica delle parole e delle frasi, ma che prova a comprendere, esaminare e valutare ciò che ci viene proposto, che si tratti di una dichiarazione, di un articolo o di una pagina.

I tempi di Cicerone e dei grandi retori, però, sono passati. Oggi la comunicazione politica è spesso ridotta a una sequenza di token: unità standard di informazione, mattoncini linguistici che sono slogan elementari. Con intento costruttivo proviamo ad applicare questa lettura a quanto è stato recentemente dichiarato sulla Zir di Pratosardo, un problema che a Nuoro si trascina da diciotto anni. Riportando il più possibile le parole utilizzate, nei giorni e settimane scorse “si è tenuto un vertice tra gli esponenti della maggioranza e la giunta per affrontare il tema del futuro dell’area industriale, snodo fondamentale per lo sviluppo economico e produttivo della città e dell’intero territorio”.

Al di là dei token utilizzati (“tema del futuro”, “snodo fondamentale”, “sviluppo economico e produttivo”, ecc.), la prima domanda riguarda il contenuto. 

Può un problema definito fondamentale, addirittura snodo cruciale dello sviluppo dell’intero territorio, rimanere irrisolto per diciotto anni? Significa forse che per anni non se ne è colta l’importanza? Che qualcosa non ha funzionato nel modo in cui il problema è stato affrontato? Diciotto anni non sono un ritardo amministrativo: sono una patologia politica.

Ma andiamo oltre, fiduciosi che – come dichiarato – qualcuno abbia finalmente compreso il senso e l’urgenza della questione. Leggiamo allora le parole del sindaco: “Dalla riunione – sottolineava il primo cittadino – è emersa la volontà condivisa di avviare rapidamente un percorso che consenta di indicare una direzione chiara anche nel breve periodo. Per questo motivo è stata già convocata una nuova riunione per la prossima settimana, durante la quale inizierà un ciclo di audizioni con i soggetti direttamente coinvolti”.

Anche qui si possono individuare alcune sequenze logico-temporali, sempre costruite con i consueti token. 1) L’obiettivo della riunione non era l’organizzazione o la pianificazione di un intervento – ciò che ci si aspetterebbe per un problema fermo da diciotto anni – ma la verifica di una “volontà condivisa”. Verrebbe da chiedersi: c’erano dubbi? Serviva davvero una riunione tra maggioranza e giunta per accertarlo? E soprattutto: su che cosa si è realizzata questa condivisione?

2) La risposta è: nell’“avviare rapidamente un percorso”. Altro mattoncino linguistico che una lettura maliziosa potrebbe tradurre così: alcune persone si sono riunite per stabilire che, prima o poi, si farà qualcosa. Ma non fermiamoci alle apparenze.

3) Il percorso servirà – ci viene infatti spiegato – a “consentire di indicare una direzione”. Il che, in sostanza, significa prendere atto che dopo diciotto anni, e nonostante un programma elettorale che avrebbe dovuto chiarire cosa fare per Pratosardo e quando farlo, una direzione ancora non c’è.

Viene spontaneo domandarsi: che cosa di tragico è successo a questa città? Non possiamo che apprezzare l’onestà del primo cittadino quando auspica o si impegna a far sì che questa direzione sia “chiara anche nel breve periodo”. Dopo un rapido esercizio logico-grammaticale – necessario per capire che l’individuazione della direzione dovrebbe avvenire nel breve periodo, e non che la direzione sia chiara solo nel breve ma non nel lungo periodo – veniamo infine informati che: 4) “è stata già convocata una nuova riunione, durante la quale inizierà un ciclo di audizioni (token) con i soggetti direttamente coinvolti... L’obiettivo è raccogliere contributi e valutazioni (token) utili per costruire un percorso condiviso (token) che consenta di definire il futuro dell’area industriale (token)”.

La conclusione è curiosamente circolare: si torna alla necessità di costruire un percorso, la cui condivisione era già stata certificata nella prima riunione. Il viaggio sembra però iniziato. La direzione arriverà – non resta che attendere. Nel frattempo possiamo segnare una data sul calendario: 2044.

Ciriaco Offeddu

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