La “remuntada”: il Caffè Scorretto del 26 marzo
Di TacitusLa “remuntada”, per dirla calcisticamente alla catalana, c’è stata. Partiti, stando ai sondaggi, in pesante svantaggio hanno superato e sconfitto gli avversari. Rimonta spettacolare, onore al merito. Fu vera gloria? s’interrogò Alessandro Manzoni dopo avere enumerato le imprese di Napoleone. Parafrasiamo: ma è vero merito quello dei progressisti vincitori del referendum sulla Giustizia? Se diamo per scontato che il fine giustifica i mezzi rispondiamo sì.
Ma attenzione: se il fine giustifica i mezzi vuol dire che quei mezzi sono scorretti. Sono scorretti la mistificazione della verità; le deduzioni partigiane da assiomi e postulati bugiardi; le immagini feroci da guerra civile con Meloni e Nordio messi in effigie a testa in giù nelle piazze; la violenza verbale e le minacce di rese dei conti nel dopo partita: un linguaggio usato persino da chi dovrebbe essere equilibrato per mestiere e ruolo sociale.
È scorretto incutere paura per ipotetiche tragiche conseguenze di una scelta referendaria democratica. Per non dire della iettatura di un certo Giorgio Montanini, sedicente comico, che poche ore prima dell’apertura dei seggi ha lanciato questo strale per catturare il consenso scaramantico di qualche superstizioso: «Chi vota Sì possa morire domani». Curioso, ho telefonato ad amici che, come me, hanno votato Sì. E tutti mi hanno risposto. Sì, siamo ancora tutti vivi.
Tacitus