Trump pronto ad attaccare entro 24 ore l’Iran. La minaccia dai social: «La calma prima delle tempesta»
Su Truth un’immagine realizzata con l’IA con navi rianiane in tempesta e il tycoon in primo pianoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Donald Trump è pronto a riprendere, anche entro 24 ore, gli attacchi in Iran. E torna a minacciare pubblicando su Truth una foto generata con l'intelligenza artificiale che parla di «calma prima della tempesta». Nell’immagine il tycoon, con indosso il solito cappellino Maga, è ritratto mentre punta il dito verso la telecamera, circondato da navi da guerra in acque agitate. Su diverse imbarcazioni sventolano bandiere iraniane e sullo sfondo si addensano nuvole grigie.
Ritornato a Washington dalla visita in Cina, il presidente americano si è chiuso alla Casa Bianca con i suoi più stretti consiglieri per decidere i prossimi passi e potrebbe prendere una decisione definitiva a breve, mentre anche Israele avrebbe avviato i preparativi per una nuova escalation.
La situazione del conflitto iniziato a fine febbraio appare in stallo, dopo il fallimento di un nuovo accordo, e da giorni ci sono segnali che il tycoon stia perdendo la pazienza. Soprattutto dal momento che il suo incontro con Xi Jinping non ha portato i risultati che auspicava. Se pure in chiaro Trump abbia dichiarato di non aver bisogno e di non aver chiesto favori a Pechino, è evidente che una pressione da parte della Cina in questa fase del conflitto, in particolare in merito alla riapertura dello stretto di Hormuz, sarebbe stata preziosa, anche per Washington. Invece Teheran sembra rilanciare e annuncia di aver messo a punto un piano per gestire il traffico nello Stretto di Hormuz lungo una rotta designata. E, secondo la tv di stato iraniana, alcuni paesi europei hanno avviato colloqui con la marina dei pasdaran per garantire il transito delle loro navi dopo il passaggio di quelle di Cina, Giappone e Pakistan. Una notizia che per ora non ha avuto conferma da nessuna capitale del Vecchio Continente. E così lo spettro di nuovi raid si avvicina.
Secondo quanto riferito da funzionari mediorientali al New York Times, gli Stati Uniti e Israele sono impegnati in "intensi preparativi", i più vasti da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco, per una possibile ripresa degli attacchi contro l'Iran.
Se il tycoon dovesse decidere di riprendere i raid, tra le opzioni figurano bombardamenti più aggressivi contro obiettivi militari e infrastrutturali iraniani. Un'altra possibilità, secondo funzionari americani, sarebbe schierare forze speciali sul terreno per colpire il materiale nucleare iraniano sepolto in profondità dopo gli attacchi americani di giugno. Tuttavia, un'operazione di questo tipo richiederebbe anche altre migliaia di truppe di supporto e comporterebbe un rischio altissimo per i soldati. Un'eventualità che Trump vuole evitare, visto il generale malcontento che questa guerra sta già provocando negli americani.
C'è anche l'ipotesi di un'invasione della strategica isola di Kharg, ma anche in quel caso servirerebbero molte più truppe di terra.
(Unioneonline/v.l.)
