Trump e Xi alla Casa Bianca: «Noi grandissimi amici», «Non sostenere la causa di Taiwan»
Visita di stato del leader cinese: «Le due potenze devono coesistere e cooperare, fatti enormi progressi»(Ansa)
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Tappeto rosso, militari in alta uniforme dei vari corpi Usa e sorvolo di B-2 e F-22 Raptor in onore della visita di stato di Xi Jinping e della consorte Peng Liyuan. Donald Trump e la first lady Melania hanno accolto, in una Casa Bianca tirata a lucido, la coppia presidenziale cinese con una cerimonia di benvenuto di grande caratura, a coprire le profonde divergenze che pesano sulle relazioni bilaterali.
I due leader mondiali hanno pronunciato discorsi nel Grand Foyer all'insegna del "rapporto personale e di amicizia" instaurato negli anni. Trump ha elogiato gli "enormi progressi" compiuti con Xi e ha anticipato i temi di discussione della giornata su sicurezza nazionale e tecnologia con decisioni che "potranno favorire pace e prosperità per i decenni a venire".
Xi, di rimando, ha detto di essere pronto a collaborare perché le due nazioni "trarrebbero vantaggio dalla cooperazione e perderebbero in caso di scontro". I due Paesi devono "coesistere e cooperare" come principali potenze globali, evitando la "trappola di Tucidide", la teoria che descrive il rischio di guerra quando una potenza nuova ed emergente sfida una già dominante. Per questo, dovrebbero esserci più iniziative comuni in ambito commerciale e sulla regolamentazione dell'intelligenza artificiale, mantenendo al contempo un dialogo militare costante.
Dietro la pompa magna del cerimoniale, che ha creato malumori bipartisan al Congresso, e l'amicizia ostentata dei leader c'è un rapporto con contraddizioni. Trump spinge per porre fine alla guerra in Iran, ma la Cina acquista petrolio da Teheran e vi esporta componenti usate per droni e missili che colpiscono i militari americani. L'indicazione di Xi sul conflitto è di ritornare "ai termini del memorandum di giugno" e ai negoziati.
Usa e Cina sono impegnati in una corsa per la supremazia nell'intelligenza artificiale e sono da tempo in disaccordo sulle questioni commerciali. Trump ha anticipato su Truth che la Cina non vuole limitazioni sull'Ia, mentre Xi nel suo discorso ha rimarcato l'importanza di una Ia che resti "sotto il controllo umano".
Nel frattempo, le tensioni nell'Indo-Pacifico salgono con il rapido potenziamento militare del Dragone che preoccupa il Pentagono e gli stretti alleati degli Usa nella regione. Mentre crescono i timori Usa sulla crescita del nucleare cinese con stime che vedono Pechino sulla buona strada per disporre di oltre 1.000 testate nucleari entro il 2030.
Il messaggio mandarino più diretto è stato su Taiwan, la linea rossa per eccellenza. La Cina, ha riferito la Cctv citando le parole di Xi nel bilaterale, auspica che gli Usa tengano la corretta postura di "opposizione all'indipendenza di Taiwan" e gestiscano la questione di Taipei "con prudenza". Per Xi, il nodo della riunificazione con l'isola democratica non va rinviato alle prossime generazioni. Gli Usa, ha rincarato, "gettino solide basi per la cooperazione strategica sino-americana e lo sviluppo delle relazioni bilaterali".
Xi, in altri termini, ha illustrato la posizione mandarina per la "convivenza" tra superpotenze, mentre uno degli obiettivi dei due leader è la costruzione di una relazione più prevedibile e, potenzialmente, abbinata alla conclusione di alcuni accordi.
(Unioneonline)
