C’è anche un sardo tra i cinque italiani coinvolti nel gravissimo incidente ferroviario avvenuto questa mattina in Spagna, dove la collisione tra due treni ad alta velocità ha provocato almeno 68 morti, secondo l’ultimo bilancio ufficiale, e decine di feriti. Il connazionale, originario di Sassari e residente all’estero, è in buone condizioni. Altri tre italiani, originari rispettivamente di Bergamo, Roma e Cosenza, non hanno riportato gravi conseguenze. Resta invece dispersa una donna di Pistoia. È quanto riporta il Tgr Rai della Toscana sul proprio sito.

Lo scontro si è verificato alle 8.54 sulla linea dell’alta velocità tra Madrid e Siviglia, nel territorio della comunità autonoma di Castilla-La Mancha, nella zona di Toledo. Secondo la ricostruzione fornita dal ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, un treno Renfe ha investito un convoglio Iryo che si trovava fermo sui binari.

All’origine della tragedia ci sarebbero un guasto al sistema di comunicazione dei computer e un successivo errore umano al centro di controllo di Adif, il gestore delle infrastrutture ferroviarie, nella stazione di Atocha a Madrid. Intorno alle 8.30, ha spiegato il ministro, il sistema di controllo LZB della stazione di Urda, a Toledo, sarebbe andato in avaria per il guasto di tre computer della rete, lasciando senza il sistema di sicurezza un tratto di 63 chilometri della linea ad alta velocità. Il malfunzionamento avrebbe provocato l’arresto automatico dei sei treni che in quel momento percorrevano il tratto, compresi i due coinvolti nell’incidente.

Alle 8.36, secondo quanto riportato dal ministro Puente, il centro di controllo avrebbe autorizzato il treno Renfe a riprendere la marcia, nonostante il convoglio Iryo fosse fermo più avanti, all’ingresso della stazione di Urda, e il semaforo fosse rosso. Nei 18 minuti successivi il treno Renfe avrebbe percorso 25 chilometri, raggiungendo i 200 chilometri orari, prima di schiantarsi contro l’altro convoglio. «C’era il tempo di correggere l’errore» al centro di controllo di Atocha, ha dichiarato il ministro. Ma questo non è avvenuto.

Intanto il primo ministro Pedro Sanchez ha annunciato tre giorni di lutto nazionale: «Indagheremo a fondo e, se ci sono state negligenze, si saprà».

(Unioneonline/D)

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