Stretta sui migranti: Donald Trump blocca visti e asilo dopo la sparatoria a Washington
La prima mossa del commander-in-chief è stata annunciare la sospensione «definitiva» di tutta l'immigrazione proveniente dai «Paesi del terzo mondo»(Ansa - EPA/AARON SCHWARTZ / POOL)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Stop ai visti dal «terzo mondo», blocco delle richieste d'asilo, riesame di tutte le green card rilasciate ai cittadini di 19 Paesi «d'interesse». Donald Trump usa un pugno ancora più duro contro i migranti dopo l'attentato di mercoledì scorso a Washington da parte di un afghano che ha attaccato due soldati della Guardia Nazionale, uccidendo la 20enne Sarah Beckstrom.
La prima mossa del commander-in-chief è stata annunciare la sospensione «definitiva» di tutta l'immigrazione proveniente dai «Paesi del terzo mondo». «Porrò fine alle milioni di ammissioni illegali di Biden ed espellerò chiunque non rappresenti un patrimonio per gli Stati Uniti, o non sia capace di amare il nostro Paese», ha avvertito Trump, che della lotta all'immigrazione ha fatto una priorità del suo secondo mandato dal giorno uno.
Adesso, dopo l'attacco compiuto da Rahmanullah Lakanwal, che aveva collaborato con la Cia a Kandahar in una delle cosiddette Zero Units ed era arrivato negli Stati Uniti attraverso il programma del 2021 Operation Allies Welcome, la scure del presidente americano non ha più limiti. L'attentatore aveva fatto domanda per l'asilo nel 2024 e lo aveva ottenuto ad aprile di quest'anno. «Metterò fine a tutti i benefici e sussidi federali per i non cittadini del nostro Paese, denaturalizzerò i migranti che minano la tranquillità interna ed espellerò qualsiasi cittadino straniero che rappresenti un peso pubblico, un rischio per la sicurezza o non sia compatibile con la civiltà occidentale», ha attaccato.
E, infatti, a stretto giro il direttore dei servizi per la cittadinanza e l'Immigrazione, Joseph Edlow, ha annunciato la sospensione di tutte le richieste d'asilo «finché non potremo garantire che ogni straniero venga esaminato e sottoposto a screening il più possibile». Oltre all'Afghanistan, nel mirino del tycoon ci sono almeno 19 Paesi tra i quali Cuba, Haiti, Iran, Somalia e Venezuela. Per i loro cittadini non solo sarà praticamente impossibile richiedere un visto o l'asilo ma anche chi ce l'ha fatta e ha ottenuto la 'green card' non sarà al sicuro. Trump ha infatti ordinato un riesame «completo e rigoroso» di tutti i permessi di soggiorno permanenti.
La stretta della Casa Bianca ha suscitato l'allarme dei milioni di stranieri che vivono o stanno cercando di stabilirsi negli Stati Uniti. A partire dagli afghani. La Coalizione della comunità ha espresso la sua solidarietà alle famiglie delle vittime dell'attentato e chiesto un'indagine approfondita. Ma ha anche rivolto un appello a Trump a non ritardare o sospendere le richieste di immigrazione. «Vent'anni di partenariato Afghanistan-Usa non devono essere dimenticati», si legge in una nota della coalizione. Gli afghani residenti in America temono anche rappresaglie nei loro confronti da parte degli americani. La sparatoria è stata un «reato individuale, non rappresentativo di una comunità», sottolineano. Un evento «profondamente tragico" avvenuto in un "clima politico molto teso a Washington».
(Unioneonline)
