La strage ferroviaria di Adamuz, in cui il 18 gennaio hanno perso la vita 45 persone dopo il deragliamento di un treno Iryo e lo scontro con un Alvia, sarebbe stata causata dalla rottura di una saldatura sulla linea di alta velocità Malaga-Madrid, che univa un tratto di binario preesistente con uno di nuova installazione. Lo segnalano fonti al corrente delle indagini preliminari della Commissione investigativa sugli incidenti ferroviari (Ciaf) citate dai media iberici. La Ciaf concentra l'indagine sulla frattura del binario, precedente al passaggio dell'Iryo, e su segni compatibili rilevati anche su altri convogli transitati nello stesso punto - al km 318 - poco prima della sciagura ferroviaria.

Secondo il ministro dei trasporti, Oscar Puente, il tratto era stato rinnovato di recente, con lavori conclusi lo scorso maggio con un investimento complessivo di 700 milioni di euro, e il binario rotto è "nuovo", fabbricato nel 2023 e installato nel maggio 2025, dotato di tutte le certificazioni di qualità e tracciabilità. Puente ha indicato tra le ipotesi "un possibile difetto" di fabbrica e ha ordinato ad Adif (il gestore delle infrastrutture) di controllare tutti i lotti di binari della stessa fornitura. Da parte sua, il presidente di Adif, Luis Pedro Marco de la Pena, ha spiegato che «il punto di rottura» del binario coincide con una saldatura che univa un binario preesistente con un altro di nuova installazione, dopo le opere di ammodernamento della linea a maggio.

Il punto è a circa 80 metri da uno scambio ferroviario, ritenuto uno degli elementi critici del tracciato per la maggiore usura che subisce al passaggio dei treni. De la Pena ha inoltre sottolineato che eventuali responsabilità saranno valutate solo dopo il rapporto definitivo della Ciaf, evidenziando che ArcelorMittal, il fornitore dei binari, è «un'azienda affidabile e di riferimento». Quest'ultima, in una nota ha confermato che attenderà le conclusioni ufficiali dell'inchiesta prima di qualsiasi valutazione, ribadendo «la piena disponibilità a collaborare» con le autorità e precisando di non aver ricevuto, al momento, richieste specifiche di informazioni. 

(Unioneonline)

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