Maldive, team in azione per il recupero dei corpi. Le autorità locali: «Potevano scendere fino a 50 metri, ma in due non erano in lista»
La figlia della biologa e la guida non compaiono nell’elenco delle persone per cui era stata fatta richiesta di immersionePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il team di subacquei di Dan Europe è pronto a immergersi nelle acque di Alimathà, nell'atollo di Vaavu, alle Maldive, per tentare il recupero dei corpi dei 4 italiani mai più risaliti in superficie dopo l'escursione di giovedì scorso in una grotta a 50 metri di profondità.
Il team è composto da tre esperti subspeleologi finlandesi: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist. Nella grotta ci sono i corpi di Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri. Quello della quinta vittima, Gianluca Benedetti, è stato già recuperato venerdì.
Questa mattina il team ha effettuato un briefing operativo alle 9 ora locale, alle 11 è partito in barca per raggiungere il sito d'immersione. Il meteo sembra ottimale, ma si dovranno verificare le condizioni in acqua.
Gli speleosub si immergeranno con “rebreather” (un sistema di respirazione subacquea a circuito chiuso), miscela Trimix (azoto, elio, ossigeno) adatta alla profondità e scooter subacquei.
Nel frattempo Mohamed Hussain Shareef, il portavoce del presidente delle Maldive, precisa in un’intervista al Corriere della Sera come solo «tre dei cinque subacquei coinvolti fossero menzionati come parte del team di ricerca».
Shareef mostra una lista in cui compaiono anche altri nomi, ma non Gianluca Benedetti e Giorgia Sommacal, figlia della professoressa.
Viene confermata «l'esistenza del permesso, con validità dal 3 al 17 maggio, in sei atolli diversi, fra cui quello di Vaavu. È citata correttamente l'imbarcazione, Duke of York, e l'attrezzatura. Anche se non sappiamo ancora - osserva Shareef - quale attrezzatura avessero durante l'immersione». Inoltre «la ricerca di questo team, come conferma un documento di febbraio, si svolge tra 0 e 50 metri di profondità» e «stiamo ancora indagando su quanto in profondità siano arrivati. L'ingresso della grotta è a 47 metri».
Shareef sottolinea che avevano «i permessi necessari». Quanto al limite dei 30 metri «vale per le immersioni ricreative», mentre i ricercatori possono proporre di immergersi più in profondità e «non esiste una seconda legge specifica alle Maldive che lo impedisca». In questo caso «il problema principale è che si trattava di un'immersione in grotta e la loro proposta di ricerca, a quanto mi risulta, non ne faceva menzione. Hanno specificato gli atolli, ma non il dettaglio dei siti d'immersione», fa sapere Shareef.
(Unioneonline)
