L’aggressore e il manifesto contro Donald Trump: «Sono un assassino federale gentile»
Cole Tomas Allen lo ha inviato ai familiari 10 minuti prima dell’attacco, ironizzando anche sulla «folle» mancanza di sicurezza all'eventoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Sono un assassino federale gentile». Così scriveva nel manifesto inviato ai familiari circa dieci minuti prima di aprire il fuoco l’aggressore della cena dei corrispondenti della Casa Bianca. A riportarlo è il New York Post, citando alcune fonti. Nel documento, l’uomo giustifica le proprie azioni con un attacco diretto a Donald Trump e all’amministrazione, sostenendo che «porgere l’altra guancia serve quando si è oppressi in prima persona», ma che farlo mentre altri subiscono ingiustizie «non è un comportamento cristiano, è complicità ai crimini dell’oppressore».
«Non sono più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani con i suoi crimini», ha scritto Cole Tomas Allen nel manifesto in un apparente riferimento a Trump. Allen ha quindi ironizzato sulla «folle» mancanza di sicurezza all'evento, spiegando che agenti iraniani avrebbero potuto introdurre un arsenale ben più devastante.
«Nessuno se ne sarebbe accorto. Quello che ho notato entrando nell'albergo è stato il senso di arroganza. La sicurezza era tutta all'esterno, concentrata sui manifestanti. A quanto pare nessuno ha pensato a cosa poteva succedere se qualcuno effettuava il check-in il giorno prima. Insomma, un livello di incompetenza folle che spero venga corretto per quando questo paese avrà una leadership competente», ha messo in evidenza Allen.
(Unioneonline)
