Khamenei, il custode della Rivoluzione scelto da Khomeini
Da 37 anni Guida Suprema dell’Iran: sorridente in pubblico, feroce nella repressione del dissensoAli Khamenei (Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Anima della Rivoluzione islamica iraniana del 1979, simbolo dell'opposizione ad ogni costo all'Occidente, custode dell'ortodossia e della conservazione ma anche intellettuale, poeta e musicista. Ali Khamenei, la Guida suprema dell'Iran dal 1989 è stato ucciso nel raid di Usa e Israele sull'Iran, a 86 anni, dopo oltre 3 decenni passati a ricoprire la massima carica nella Repubblica islamica.
Carismatico e dalla presenza impeccabile, Khamenei spesso appariva in pubblico sorridente, in contrasto con il volto serissimo e minaccioso di Ruhollah Khomeini, l'eroe della Rivoluzione e prima Guida suprema della Repubblica islamica dell'Iran che fondò nel '79 al ritorno dall'esilio in Francia.
Nato a Mashhad nel 1939 da una famiglia di origine azera e profondamente religiosa, Khamenei ricevette un'istruzione islamica e mai abbandonò la sua fede nell'Islam sciita come principale direzione e perno della società. Non ancora ventenne incontrò Khomeini a Qom, la città sacra per l'Islam sciita, e rafforzò il suo antagonismo verso Mohammad Reza Pahlavi, lo Scià di Persia che aveva avvicinato l'Iran all'Occidente.
Mentre il Paese diventava sempre più secolare e vicino agli Stati occidentali, Khamenei radicalizzava progressivamente la sua opposizione per lo Scià. Le sue posizioni dissidenti lo portarono a conoscere la prigione, venne arrestato per sei volte e condannato a tre anni di esilio a Iranshahr, nel sud del Paese, ma riuscì a tornare a Teheran in tempo per la Rivoluzione islamica di Khomeini e divenne membro del Consiglio rivoluzionario.
Lo stesso Khomeini lo nominò Imam per la preghiera del venerdì della capitale iraniana. Quando nel 1981 venne eletto presidente della Repubblica islamica - il primo religioso a ricoprire la carica - la convergenza tra marxismo e radicalismo islamico che aveva contribuito a portare Khomeini al potere si era già persa e l'estrema sinistra era stata marginalizzata dalla nuova classe dirigente al potere. Mentre il consolidamento del potere di Khomeini soffocava tutti gli oppositori, imponeva il velo obbligatorio alle donne e trasformava l'Iran nel simbolo della rivolta internazionalista contro Israele e gli Usa, la carriera di politica di Khamenei decollava.
Partecipò in prima persona alla guerra contro l'Iraq negli anni '80 e contribuì a rafforzare le Guardie della Rivoluzione, la punta di diamante delle forze armate iraniane. Nel 1985 viene eletto nuovamente presidente mentre nel giugno del '89 fu tra i pochi presenti davanti al letto di morte dell'ayatollah Khomeini che lo scelse come suo successore.
Se il suo predecessore era l'architetto della Rivoluzione, Khamenei ne è stato il custode più intransigente. Sotto il suo lungo mandato, l'Iran ha consolidato "l'asse della resistenza", estendendo la propria influenza in Libano, Siria, Iraq e Yemen, e sfidando apertamente l'egemonia statunitense e l'esistenza stessa di Israele. All'interno, la sua parola era legge. Era lui a nominare i vertici della magistratura, a guidare le forze armate e a dettare la linea ai Pasdaran (le Guardie della Rivoluzione). Nonostante le ondate di proteste popolari che negli ultimi anni hanno scosso il Paese - dai diritti delle donne alla crisi economica - la Guida Suprema ha sempre risposto con la dottrina della fermezza, blindando il regime contro ogni tentativo di riforma liberale.
È anche ricordato come un appassionato suonatore di tar, lo strumento a corde tradizionale persiano. Fu costretto ad abbandonarlo dopo un attentato nel 1981 da cui uscì vivo per miracolo ma gli costò l'uso della mano destra dopo che un ordigno, nascosto in un registratore, esplose mentre stava parlando in una moschea di Teheran.
